I Verdi vicini al compostaggio

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Di

20151102redazionedella Redazione

In un recente comunicato i Verdi, per voce dei coordinatori del Mendrisiotto, Andrea Stephani e Jessica Bottinelli, rispondono alle esternazioni di Elisabetta Gianella, che lamentava un’aggressione verbale da parte di uno dei loro membri: vicenda di cui abbiamo già parlato anche noi.

Quello che fino a ieri la direzione era riuscita a tenere nascosto sta uscendo in tutta la sua virulenza. Quella che è stata l’assemblea dei Verdi si è risolta in realtà una specie di rissa in cui le due ali si sono confrontate non certo a colpi di margherite. La creazione dell’associazione “Noi” all’insaputa non solo di coloro che non condividono la linea Savoia ma anche di personalità di spicco come Maggi e Delcò Petralli ha lasciato il segno. Le persone non gradite, compresa Michela Delcò Petralli, sarebbero state eliminate in Facebook dallo stesso ex leader dei Verdi.

Nel loro comunicato i Verdi del Mendrisiotto si esprimono così:

“Probabilmente Elisabetta era un po’ in imbarazzo dopo aver partecipato all’Assemblea del Mendrisiotto – sabato scorso 24 ottobre 2015 – ed essersi dimenticata di ragguagliare i membri della nostra sezione sull’imminente nascita dell’associazione culturale/movimento/partito “Noi” in seno ai Verdi del Ticino, di cui, come detto, presiede la direzione.
La notizia che non è mai stata comunicata ai membri dei Verdi, né dalla Presidente di Direzione né dalla Presidente di Comitato, Tamara Merlo. Tutti noi l’abbiamo appreso dai media e non stupisce quindi che qualcuno abbia potuto esprimere apertamente il suo malcontento, anche se con toni non appropriati.”

I membri del Mendrisiotto lamentano il fatto che Gianella abbia preferito usare il facile metodo di Facebook invece di fare una telefonata per chiarire le cose. Anche se, secondo noi, di cose da chiarire non ce ne sono più molte, visto il clima imperante.

L’unica possibilità sarebbe una divisione, ma i candidati parlamentari sono vincolati alla carica dall’appertenenza nei Verdi. In poche parole: fuori dai Verdi, addio al Parlamento. Ecco il perché dell’associazione Noi, che sa chiaramente di fronda, al posto di una più chiara e onesta scissione.

È anche vero che probabilmente i Verdi hanno speso, come quasi tutti i partiti, buona parte del budget quadriennale, che di solito viene riservato alle elezioni, e si trovano così in braghe di tela, con una rappresentanza parlamentare per i due terzi in mano a Savoia.

La direzione del gruppo misto PPD-leghista-verde prosegue dunque per la sua strada, asfaltando tutto quello che incontra sul proprio cammino e ignorando bellamente la cospicua falange dei Verdi più puri, che decisamente mirano a un ritorno su temi legati all’ambiente e su posizioni meno destrorse.

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