Il cavallo di Troia blocheriano

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Di

20151123scarincidi Jacopo Scarinci

Oramai è tutto talmente degradato che, mentre in Ticino crescono come funghi movimenti spontanei e d’opinione contro la candidatura di Norman Gobbi, in Consiglio federale rischia di finirci il primo Thomas Aeschi che passa, un aitante Democentrista che sembrerebbe coinvolto in un affaire in quel del Canton Zugo ancora tutto da chiarire. Avrebbe utilizzato un’informazione riservata per far della cagnara riguardo alla costruzione di un centro per asilanti a Baar, stando alle notizie di stampa. Si vedrà.

Forse, però, è arrivato il tempo di fermarci tutti un attimo e riflettere. Perché qui non si parla di posizioni politiche, di partiti votati e di visioni della società. Un cittadino svizzero qualunque cosa dovrebbe pensare nel trovarsi in Governo un politico che, in qualità di membro della direzione della sezione UDC del Canton Zugo, si è prestato a questi giochini? Se l’ha fatto lì, una volta entrato nella stanza dei bottoni come si comporterà? Trasparenza e correttezza saranno garantite? Non sono domande da niente, soprattutto considerato che è chiaro anche ai sassi cosa sarà Aeschi se eletto, ovvero il cavallo di Troia blocheriano in Governo.

Il fatto che lo zugano sia stato messo di gran carriera nel “tricket” Democentrista, superando un pezzo da novanta come il grigionese Brand, dimostra come quelle di Amstutz siano state chiacchiere in libertà: non contano i curricula, e nemmeno ci sarà alcuna libertà di scelta. Il nome è quello deciso da Blocher, punto. A meno che…

… a meno che, stufi dei giochini del tribuno zurighese, i partiti di centro non optino per Parmelin. PPD e PLR hanno una bella occasione per dimostrare di essere indipendenti dal volere di Blocher, starà a loro dimostrare di essere capaci di usarla.

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