Incontri speciali

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Di

20151026Allegridi Lara Allegri

Quest’anno vacanza in un speciale albergo 5 stelle con vista lago. Dall’undicesimo piano, dove c’è la nostra suite, vediamo i tetti degli altri stabilimenti che compongono l’edificio. La prima cosa che colpisce sono le girandole bianche che si muovono senza sosta. La seconda sono tutti i tetti sono coltivati. Vi crescono erbe aromatiche e insalata, che ci saranno poi presentate in succulenti piatti preparati dai sapienti cuochi. Vediamo anche l’eliporto, non poteva mancare! Giorno e notte atterrano apparecchi carichi di speranze.

Il tempo è bello, ma non saprei dirvi se è caldo o freddo, poiché da questo albergo climatizzato non si esce senza autorizzazione.

Ci troviamo nel reparto di pediatria del CHUV di Losanna.

Nel nostro reparto finora abbiamo una grande quantità di piccoli pazienti, malati oncologici. Piccoli eroi, accompagnati da genitori eroici a loro volta. La nostra piccola compagna di camera ha 8 anni e affronta la chemioterapia praticamente da sola: dorme, guarda la TV. Si lamenta solo quando il farmaco che deve ingoiare fa particolarmente schifo e rischia di farla vomitare. Sua mamma deve lavorare. Dopo il turno arriva in ospedale, passa la sera con lei e dorme qui, poi all’alba riparte.

Quello che mi colpisce è che qui ci sono i momenti di sconforto, ma soprattutto ci sono i sorrisi e le risate. Fra tutti i medici che compaiono, la visita più gradita dai bambini resta indubbiamente la Dottoressa Virgule, della fondazione Theodora. Quando appare sulla porta la voglia è quella di scappare: che ci sta a fare questa qui? La mia vicina di camera è sconvolta dalla chemio, mia figlia è un’adolescente che al primo momento la guarda veramente male. Eppure siamo qui e il clown dottore avanza!

La piccola dorme e siamo noi il bersaglio di Virgule! Inizia a parlare velocissimo in francese e… non capiamo una virgola! La invitiamo a parlare più lentamente e… inizia la magia! In un momento si ride di gusto! Parla come un film a rallentatore e per comunicare con noi utilizza tutte le parole italiane che conosce: pizza, capricciosa, spaghetti! In quel momento arriva l’elicottero della Rega ed ecco che a dispetto della cucciola che dorme inizia a festeggiare perché è arrivato il fattorino della pizza. Raccoglie le nostre ordinazioni ed è pronta a urlare di nuovo al pilota! Un momento di follia… La nostra piccola compagna si sveglia e ride di gusto. Quel sorriso mi fa capire il grande potere di questa dottoressa matta come un cavallo. Poi torniamo ancora alle nostre 115 partite di scala quaranta. Al ritorno aprirò una bisca clandestina!

Il giorno dopo vediamo un sacco di agitazione in corridoio. Mi dicono che un famoso calciatore è venuto in visita ai bambini. Ci sono le telecamere e tutti sono in fermento. I piccoli pazienti si sono riattivati e gasatissimi. Ci sono un sacco di visite dall’esterno. Non so chi sia quest’uomo, ma mi colpisce la sua disponibilità e la sua serenità di fronte a tanta sofferenza. Non seguo il calcio e ho sempre pensato che i calciatori fossero persone superficiali. Che ci fa qui? Decido di investigare e Wikipedia mi aiuta.

Si chiama Eric Abidal, classe 1979, nel pieno della sua carriera calcistica. Quando è difensore al Barcellona gli diagnosticano un tumore epatico. Viene operato e dopo meno di due mesi torna in campo per la conclusione della partita nella semifinale di ritorno della Champions League. Il suo ritorno è accolto con un’ovazione. Un anno dopo, il 10 aprile 2012, è sottoposto a trapianto del fegato. Si pensa che la sua carriera sia finita, perché a vita dovrà assumere dei farmaci. Invece ritorna in campo, una stagione nel suo Barcellona e poi si trasferisce al Monaco, dove diviene immediatamente capitano. Quest’uomo ha totalizzato 67 presenze in Nazionale e ha giocato in Coppa del modo dopo il trapianto del fegato.

La nostra piccola compagna di camera ha ricevuto in regalo un “trottolino” e una maglia firmata dal campione. Noto il logo della “Eric Abidal Foundation”. Leggo sulla pagina web che le difficoltà che Eric ha dovuto superare sono state esperienze importanti e ora vuole aiutare chi sta vivendo quello che lui ha passato. Il suo slogan è “Tutto inizia oggi”. Non mollare!

La fondazione creata da Eric ha diversi progetti attivi: finanzia la ricerca contro il cancro, crea le sinergie in modo che i bambini e i ragazzi possano aver accesso ai programmi di cura migliori possibili, sensibilizza sulla problematica e, collaborando con altre fondazioni, consente a molte persone di migliorare la loro qualità di vita.

Sono onorata di aver conosciuto un calciatore!

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