Lugano la bella. De che?

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Di

atlantedi Marco Polo

C’è eccome la politica dietro al territorio. Ci sono le persone che quella politica la fanno. O non la fanno. Due esempi in grande. E un confronto in piccolo.

Bordeaux, Francia. Sindaco (ancora in carica) per 20 anni complessivamente è Alain Juppé, grosso papavero de Les Républicains. Uomo di Destra, dunque. Bene, pur con i vari inciampi del caso, costui ha fatto rinascere la splendida città girondina: edifici riportati al loro splendore, un centro storico diventato patrimonio dell’Unesco, il lungo Garonna trasformato in luogo di vita pulsante, eventi culturali di ogni tipo. La gente gli è grata. La città è un polo di attrazione.

Torino, Italia. Due sindaci di fila come Sergio Chiamparino e Piero Fassino. Entrambi di Centro sinistra. Entrambi impegnati a rivitalizzare la loro città, pur anche loro con i loro inciampi: pedonalizzazione sempre più vasta del centro, valorizzazione del patrimonio immobiliare antico, qualità della vita, promozione della cultura, occasioni di incontro di ogni tipo. La gente è loro grata. Sono stati (e Fassino lo è ancora oggi) tra i sindaci più amati d’Italia. Torino è una meraviglia.

Poi prendi Lugano, Ticino, Svizzera. Da sempre in mani liberali, poi per anni in connubio misto liberal-leghista (con l’accoppiata Giudici-Bignasca) e ora a governo leghista. L’edilizia è uno scempio, le vecchie abitazioni sono state decimate per far posto a orrende speculazioni (ricorderete le resistenze fatte proprio dalla coppia Giudici-Bignasca contro la definizione di una lista delle abitazioni antiche degne di essere preservate), una sistemazione urbana frenata in tutti i modi (l’oscenità del centralissimo piazzale della pensilina degli autobus è una roba inconcepibile), esercenti in Piazza della Riforma che insultano sui social i loro clienti, quando qualcuno(a) ha il coraggio di proporre un centro culturale che dovrebbe rilanciare la moribonda cittadina per poco non finisce linciato(a), il grande orizzonte definito al massimo dall’apertura di baretti improvvisati senza permesso sul lungolago in mezzo al traffico.

Poi ti chiedi a chi dare la colpa se i turisti non arrivano.

È che la gente non è mica scema. Quella che gira, perlomeno, sa aprire gli occhi. E fa paragoni.

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