“Nessuno parla. Ancora sirene. Polizia. Tv. Strade bloccate. Non è Parigi.”

Pubblicità

Di

FRANCIARiceviamo e pubblichiamo la testimonianza di una nostra lettrice che, ieri sera, a Parigi, si è trovata nelle strade del massacro.

di Francesca Baldini

Il museo Rodin riapre dopo anni di restauro. Il 12 novembre. Decidiamo per un lungo weekend parigino. Il 13 siamo tra le magnifiche statue dell’artista, la giornata è tiepida tra nubi e sole. La città bellissima, come sempre, e ci riempie occhi e cuore con le sue magnificenze. È ormai sera quando rientriamo in hotel, accanto a rue Voltaire. Breve sosta in camera e fuori per la cena, destinazione Marais, quartiere ebraico. Siamo stupiti dalla presenza costante e diffusa di militari armati per le strade.

Sono circa le 22 quando arrivano le prime terribili notizie. Siamo spaventati. L’oste ci invita ad allontanarci dalle finestre e a salire al piano superiore del ristorante. Ci sono terroristi armati in giro, ci dice, la polizia chiede di chiudere tutti i locali pubblici con gli ospiti dentro. Siamo in piena zona di pericolo. Si accendono telefonini e computer per seguire le notizie. Il numero dei morti aumenta, la città è nel caos. Intorno sentiamo un coro ininterrotto di sirene. Passano i minuti e poi le ore. Sempre tutti chiusi nella piccola sala del ristorante. Alle tre del mattino decidiamo di tornare verso l’hotel. È a soli 15 minuti di cammino ma preferiamo prendere un taxi che, trovato dopo molti tentativi, ci lascia lì, indicandoci la via. C’è polizia ovunque, ci aiutano a raggiungere l’hotel. È a pochi passi dal teatro Bataclan, e capiamo di essere nel pieno della zona degli attentati. Poche ore prima, e pochi minuti prima degli attentati, avevamo attraversato il boulevard Beaumarchais all’altezza del Cirque d’Hiver, dove alcuni terroristi sembra abbiano sparato per strada. Un freddo di terrore e tristezza ci avvolge dentro. La città diventa immediatamente nemica, forte è il desiderio di tornare a casa.

‪Sabato mattina‬. Boulangerie in rue Voltaire per un caffè. Nessuno parla. Ancora sirene. Polizia. Tv. Strade bloccate. Non è Parigi. Non la nostra Parigi bella, ospitale, romantica. La paura ha avvolto tutto, il grigiore è ovunque. Ora c’è solo la voglia di andare via. Con i giornali sotto il braccio torniamo in hotel. Tristi. Disarmati.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!