Oh, Valentina…

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Di

erotismodi Suspiria

“Dopo aver provato bruttoni di ogni tipo, vorrei farmi un fotomodello. La domanda è: perché un fotomodello dovrebbe farsi me?”

“Quando tutti i bisogni sono stati soddisfatti, tutte le fantasie realizzate, il sesso diventa solo un meraviglioso esercizio estetico.”

Questa è Valentina Nappi, la pornostar filosofa, la donna del momento. Valentina non è bellissima secondo i canoni della moda o del jet set. È però una donna profondamente mediterranea dagli occhi scuri e capelli neri. Insomma, quello che agli uomini piace. Una ragazza della porta accanto. Forse è per questo che solletica le fantasie non solo degli italiani ma del mondo global.

“Il porno serve a masturbarsi, il problema è che per molti, masturbarsi è come cagare, ma masturbarsi è nobile come il sedersi. Perché è più nobile sedersi che masturbarsi?”, racconta Valentina a Federico Lucci delle Iene. E non ha tutti i torti, Valentina, soprattutto visto il recente inalberarsi di frange del PPD solo perché nei manuali di educazione sessuale c’è un rimando alla masturbazione.

“Non credo molto nel libero arbitrio. Facciamo quello che siamo.”

Chissà perché, Valentina finisce per sembrare un Sofocle del porno, un Cicerone dell’hard. Chiusa, volitiva, provocatrice e aperta al tempo stesso. A 360 gradi. Ha mantenuto il suo nome, ha un fidanzato a cui dice che non regge il paragone con gli attori con cui gira. È una femminista postmoderna, di quella corrente nata con Nina Hartley, mitica pornostar degli Anni Ottanta, che oggi ha 56 anni. Una corrente del porno che manda alla ribalta donne intelligenti, prive di remore e veramente dedite a una parità vagina-pene.

“Va detta una cosa importantissima sulla violenza sulle donne. Su 100 morti sul lavoro, 97 sono maschi e solo 3 sono femmine. Da femmina sono incazzata per questo. Se pensate che questo non abbia a che fare con la violenza sulle donne, vi sbagliate. È un problema di ruoli. Finché ci saranno i ruoli e le differenze, ci sarà violenza di genere. La violenza di genere nasce dall’idea che la donna sia preziosa. Alle bambine si insegna che sono preziose, e da lì discende la logica delle fighe di legno. A tutte queste femministe fighe di legno che si riempiono la bocca di violenza sulle donne e sciocchezze del genere, dico: Datela!”

Ma non vi viene il dubbio che Valentina abbia ragione? Anche la morte delinea dei ruoli, delle finiture. La donna è forse di fronte a una nuova rivoluzione. “La vagina è mia e me la gestisco io” ha forse raggiunto un nuovo confine.

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