Pantani e i binari a Chiasso

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“È importante che vengano pagati salari dignitosi.”

Roberta Pantani poteva usare parole più forti. Poteva dire che è “decisivo”, “conditio sine qua non”, “fondamentale”. Poteva dire che si stenderà sui binari se non succederà che saranno pagati salari dignitosi. Poteva dire che sarebbe stato uno scandalo se non fosse successo. Poteva dire pure: “No, a Chiasso non vi vogliamo e vi faremo la guerra.” Poteva dire tutto.

Poteva riportare tutto anche su “il Mattino della domenica”, dove lavano i panni di tutti tranne i propri.

Ma probabilmente Pantani era semplicemente seduta là nell’ufficio, guardando il CEO di BravoFly negli occhi, dicendogli: “Sa, è importante che paghiate salari dignitosi”. Poi, con un sorrisino di complicità, si alzano, si stringono la mano e, andandosene, Pantani si sfrega le mani contenta delle imposte che BravoFly paga al comune di Chiasso. E chissenefrega dei salari.

Lei in fondo come municipale deve guardare quello, no? Guarda come vanno i conti. Lo fa di mestiere. Mica deve considerare il tessuto lavorativo del cantone tutto.

Piccolo dettaglio: lei è parlamentare nazionale e rappresenta il Ticino a Berna.

Siamo chiari: i leghisti non si stenderanno mai sui binari per difendere i salari dei ticinesi, semplicemente perché non gliene frega niente, e le loro manfrine sono specchietti per le allodole. Infatti abbattono i sindacati appena possono.

Il piccolo dettaglio: Pantani è stata (ri)eletta in Parlamento dichiarando con la Lega che no, gli italiani non li avrebbero accolti, che è uno schifo che ci siano aziende che pagano salari da fame. Hanno promesso di combattere la sostituzione. Hanno promesso di essere leghisti duri e puri. La realtà: non hanno né soluzioni serie per il lavoro in Ticino né voglia di cercarne.

Viva i binari di Chiasso.

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