Sonny Bill Williams commuove il mondo

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Di

buone nuovedi Carol Bernasconi

Sabato si è svolta la finale, anzi La Finale: quella meraviglia di partita che ha decretato gli All Blacks campioni del mondo di rugby. Di fronte a loro gli australiani Wallabies: una specie di derby, insomma. Stadio pieno, ambiente spettacolare. Dopo gli inni nazionali è stata la volta della Haka, la danza di origini maori che i neozelandesi compiono prima di ogni partita. Lo sguardo di ogni giocatore era un chiaro segnale all’avversario: volevano la vittoria. E l’hanno ottenuta meritatamente, con grande onore comunque agli sconfitti per aver combattuto fino all’ultimo secondo.

Ma la parte più bella è arrivata alla fine. Quando l’arbitro aveva ormai già fischiato da un pezzo, quando i vincitori erano stati premiati, la coppa alzata e lo champagne era corso a fiumi. Mentre gli All Blacks stavano facendo il giro d’onore allo stadio, per salutare e ringraziare i tifosi, a un tratto è spuntato in campo un ragazzino che ha iniziato a correre verso i giocatori. Un addetto alla sicurezza lo ha rincorso e, senza badare alla giovane età del ragazzo, lo ha placcato atterrandolo proprio davanti ad alcuni Blacks. Sonny Bill Williams si è trovato il ragazzo steso davanti ai piedi, lo ha aiutato a rialzarsi e ha scambiato qualche parola con lui. Poi lo ha abbracciato e insieme hanno cercato di ritrovare i genitori. Il piccolo Charlie era felice e continuava a guardare a bocca aperta uno dei suoi idoli senza credere ai propri occhi: era come un sogno che si avverava. Ma nessuno dei presenti si sarebbe aspettato il gesto che Sonny Bill ha compiuto poco prima di lasciare Charlie ai suoi genitori: il giocatore si è sfilato la medaglia d’oro dal collo (oro vero) e l’ha regalata al ragazzo.

“Sono fiero e onorato di aver vinto questa sera e allora mi sono detto ‘Perché non fare felice un piccolo tifoso?’”, ha spiegato Sonny Bill Williams, aggiungendo scherzando che “Beh, in effetti il mio allenatore mi ha detto solo dopo che la medaglia era d’oro…”.

Questo gigante tutto muscoli che ha sputato sangue in campo ha regalato a un bambino la medaglia che si era appena conquistato con sudore, impegno e sacrificio. Grande gesto, grande uomo, grande cuore. Il rugby è così. Tutto il resto è contorno.

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