Ticinoi Narancs

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Di

20151111pellandinidi Virgilio Pellandini

Gobbi non mi rappresenta. E allora? Non c’è nessuna ragione costituzionale o politica perché un Consigliere federale debba rappresentare chicchessia. Nessuna. Qualcuno potrà anche credere che se l’80% della popolazione fosse un assassino, allora Breivik sarebbe il perfetto Consigliere federale, ma quel qualcuno dovrebbe tornare al suo birrino al bar o degnarsi di studiare un po’ la nostra Costituzione prima di parlare di politica o, peggio, votare.

Un Consigliere federale deve dirigere un Dipartimento federale e co-dirigere l’amministrazione e la politica nazionali. Punto. Non conta ‘rappresentare’ qualcuno: conta essere capaci di gestire uno Stato e capire problemi complessi. Non dobbiamo chiederci se Gobbi rappresenta o meno i Ticinesi, ma se ululare alle persone di colore, deridere i non patrizi di Corticiasca o strappare bimbi da scuola sono comportamenti degni di un Consigliere federale. Se il percorso professionale e “accademico” di Gobbi è all’altezza dell’esecutivo nazionale.

In ultima analisi, dobbiamo semplicemente rispondere alla domanda: chi ride in famiglia di pallottole destinate a zingari e Rom ha le capacità intellettuali e morali per occupare la carica più alta prevista dall’ordinamento politico della Confederazione Svizzera? Di là dall’ignoranza di questioni rappresentative o di curriculum vitae, questa domanda ci pone di fronte a quella che è una delle tragedie ticinesi più tristi: il campanilismo. Perché in Ticino chiedersi se Gobbi ha o meno le qualità per essere Consigliere federale è inutile: Norman Gobbi è Ticinese, e in quanto tale può benissimo essere Consigliere federale, indipendentemente da cosa sa, fa e dice, semplicemente perché è “uno di noi”. In Ticino il fatto di condividere un Cantone di nascita sembra assurdamente superiore a qualunque analisi sulla validità professionale o morale di una persona. E Gobbi sarà anche la negazione sistematica dei valori che hanno reso grande la Svizzera, ma è nostro, è dei nostri. E per questo piace. E per questo fior di politici nostrani lo supportano. E per questo un Liberale Radicale come Giovanni Merlini (che ho votato) dice che i Ticinesi dovrebbero sostenere compatti la candidatura di Gobbi, uno che il credo liberale lo usa al massimo per pulirsi le sconfinate terga. Perché è uno dei nostri.

Durante gli anni del socialismo reale, il governo ungherese decise di puntare sull’autarchia coltivando arance: con enormi spese in serre, riscaldamenti e chimica, riuscirono finalmente a produrre un’arancia. Era più un mezzo limone e faceva schifo sotto tutti i punti di vista, ma era la “loro” arancia, la Magyar Narancs, e la amarono follemente, indifferenti all’esistenza ovunque di arance infinitamente migliori e meno costose. Ecco, Norman Gobbi è la nostra Magyar Narancs. E forse ce la meritiamo tutta.

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