“Torniamo a casa”

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Di

20151128redazionedella Redazione

Questo tendenzialmente è l’appello di Michela Delcò Petralli. Un appello rivolto ai suoi Verdi e a coloro che si turavano il naso di fronte alle politiche che sono state fatte negli ultimi due anni. “Torniamo a casa” è un chiaro richiamo anche ai recenti fuoriusciti, ai delusi e agli amareggiati per la piega che avevano preso i Verdi negli ultimi tempi, con occhieggiamenti leghisti e affratellamenti UDC.

Merlo e Gianella, ultime a rimanere nel Comitato, si guardano in cagnesco pur essendo alleate: pare infatti che non scorra buon sangue nemmeno tra le due prime donne dell’ex coordinatore. Savoia se n’è andato elegantemente ringraziando tutti e lasciando lì come allocchi i suoi soldatini, senza nemmeno prendersi il disturbo di votare la nuova coordinatrice.

Coordinatrice che, però, ha incassato anche il voto di Denti e Patuzzi che facendo buon viso a cattivo gioco, nonostante l’ordine di scuderia di astenersi, hanno pensato più pratico avallare in nuovo corso. Solo quattro le astensioni alla fine, tra cui quelle di Tamara Merlo ed Elisabetta Gianella. Durante la giornata, le Nostre, hanno dovuto masticare amaro per sopportare le dure staffilate che Delcò Petralli ha somministrato alle posizioni sul voto del 9 febbraio (staffilate ora condivise anche da Blocher) a cui hanno aderito ascoltando le sirene della Destra. I valori fondativi dei Verdi non comprendono queste condivisioni, ha specificato Delcò Petralli auspicando un futuro entusiasta e propositivo.

Certo qualcosa è successo. Era palpabile, in sala, la voglia e l’entusiasmo di cominciare qualcosa di nuovo, lasciandosi alle spalle le lacerazioni dolorose che hanno segnato il partito nell’era Savoia. Ed è un Savoia emarginato e in forte minoranza quello uscito da questo simposio verde. Anche perché l’ultimo vero confronto era stato fatto a Bellinzona prima delle elezioni: un confronto nel quale molti, stringendo i denti, non se la sono sentita di andare contro il proprio coordinatore, che è riconosciuto da tutti come un osso duro.

Oggi, nel comitato, una netta maggioranza arride ai Verdi “veri”, lascando le briciole a “Noi” e ai gregari savoiardi, come Chierici e Medolago. La voglia, per gli amici verdi, di lasciarsi alle spalle il passato è forte anche perché la millantata maggioranza della fazione Savoia si è rivelata una tigre di carta. Ed è certo che le orfane Gianella e Merlo non saranno in grado di catalizzare intorno a loro il minimo consenso.

La passata direzione ha fatto il bello e il brutto tempo per anni, grazie anche al colpevole silenzio di molti che, per un’idea falsata di quieto vivere, hanno taciuto continuando a ingoiare rospi. Oggi questi rospi sono stati tutti sputati, seppellendo l’ex coordinatore e i suoi scherani.

Una nuova era verde vedrà la luce, forse meno aggressiva e populista, ma sicuramente più serena con se stessa.

Alla fin fine verrebbe da chiedere a Savoia: ma ne valeva davvero la pena?

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