Alessio e la famiglia

Di

20151030Bernasconidi Carol Bernasconi

Per chi ancora non lo sapesse, io sono Alessio. Ho sei anni, ho una fidanzata, faccio la prima elementare, ho un gatto, dei pesci, una tartaruga e anche due rane. Veramente quelle sono di mio fratello, ma io faccio finta che sono mie.

Sono il più piccolo della famiglia e questo non mi va tanto bene. Io vorrei essere più grande, almeno come il mio Simone. Lui ha detto alla mamma che vuole le Air Jordan come regalo. La mia mamma lo ha guardato un po’ strano, poi ha detto “Stai diventando uno di loro!” Allora io ho chiesto “Posso essere anch’io uno di loro?”. Ma niente, lei dice che devo avere pazienza. Ma io la pazienza non ce l’ho mai.

Quando siamo in autostrada vorrei andare velocissimo. Mi lamento sempre che le altre auto ci superano. La mia mamma mi spiega che noi rispettiamo quella cosa strana che lei chiama limiti di velocità, ma io vorrei sfrecciare come un siluro a mille all’ora. Solo che poi quel noioso di mio fratello mi spiega che non è una gara. Cosa ne sa lui? Gli rispondo “nel mio cervello sì” e lui non dice più niente.

Io vivo in una famiglia fantastica. Piena di matti, ma fantastica. Il mio fratellone è il migliore. Ha quel cespuglio di capelli in testa che mi piacerebbe tanto toccare, ma non possiamo nemmeno avvicinarci. Secondo me nasconde dentro le sue riserve di cioccolato, per paura che la mamma gliele trovi in camera. L’altra mattina è sceso a fare colazione con una faccia terribile, perché avrebbe voluto dormire di più. Io l’ho guardato e gli ho detto che sembra uno che non ha famiglia.

La mia mamma invece è l’unica femmina della famiglia. Mi piacciono i suoi capelli colorati e quando si veste in quel modo strano e divertente. Lei è quella che ci fa le sorprese. Un giorno entro in bagno e ho trovato una carta igienica nuova! Aveva dei disegni bellissimi! Allora l’ho presa e gliel’ho portata. “Mamma, questa carta igienica la si può usare solo per consolarci e per asciugarsi le lacrime quando piangiamo. Vai a comprarne una più brutta per le altre cose che dobbiamo fare!” E quando ci fa la sorpresa delle pulizie? Entro in bagno e grido “Che puzza di pulito qui dentro!”

Ma il migliore è il mio papà, perché lui si trasforma. A volte torna a casa dal lavoro e va di sopra. Allora io dopo un po’ lo cerco perché mi piace stare con lui. “Papààààà dove sei??” “Nel mio bagno, mi sto depilando, perché domani vado in bici.” Salgo, lo cerco e… “Papà! Sembri metà pupazzo di neve, metà umano!”

Speriamo non si sciolga.

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