Attenti alla truffa “No Billag”

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Di

rsidi Lorenzo Montini

L’iniziativa “No Billag” non vuole abolire solo la Billag, come il nome suggerirebbe, ma desidera eliminare il finanziamento pubblico a radio e televisione, ovvero vietare il canone radiotelevisivo.

Il nome dell’iniziativa è in effetti truffaldino: molti avranno firmato senza leggere la proposta di legge pensando che si abolisca solo la Billag – ad esempio integrando nelle tasse federali il canone -, risparmiando così vari milioni all’anno.

Invece abolire il canone sarebbe un autogol per la Svizzera, ma soprattutto per noi italofoni.
La conseguenza principale sarebbe che la RSI dovrebbe ridimensionarsi drasticamente nell’offerta di programmi. Dovrebbe anche licenziare molti dipendenti – con l’impatto che possiamo immaginare, dato che l’emittente di Comano è uno dei più grandi datori di lavoro in Ticino. Come si legge nel documento “Fatti e cifre RSI 2012/2013”, nel 2012 i residenti della Svizzera italiana hanno versato canoni per 50 milioni di franchi. Nello stesso periodo la RSI ha distribuito sul territorio ben 187 milioni di franchi. Questo perché gli italofoni pagano meno del 4% delle tasse di ricezione, mentre la RSI riceve più del 20% di quanto si ottiene tramite il canone. Abolendo il canone rimarrebbero dunque in Ticino molti meno soldi.

Sull’ammontare del canone, poi, non dimentichiamo che fare radio e tv in 4 lingue e per 4 culture differenti costa circa il 40% in più rispetto a alle reti monolingua come per esempio le tv Italiane. Siamo un Paese piccolo e multiculturale, è normale che questo incida sui costi. Troppo facile paragonare i canoni delle altre tv europee senza tenere conto di questi aspetti.
Inoltre la qualità ha un prezzo. Nonostante le critiche – a volte giustificate, occorre pur dirlo – la SRG SSR fa obiettivamente programmi di ottima qualità. Inoltre il “servizio pubblico” è fondamentale per la Svizzera, come già scritto, Paese di lingue e culture diverse.

La RSI è un vettore di integrazione reciproca e di “svizzeritudine” importantissimo. La SRG SSR è uno dei collanti fondamentali del nostro bel Paese, collanti che ci fanno sentire svizzeri, come le Ferrovie federali, la Posta, la Swisscom. Una differenza con le citate aziende è comunque che senza canone la SRG SSR non potrebbe sopravvivere, almeno come ora. Chi dice che si potrebbe finanziare privatamente (sponsoring) non considera che sarebbe impossibile senza dolorosissimi tagli e drastici cambiamenti. Senza approfondire questo argomento, dico che dovremmo probabilmente rinunciare a quasi tutto ciò che ci piace e che riteniamo importante: trasmissioni sportive (calcio, hockey, automobilismo…), politiche, commedie dialettali, bellissimi documentari e trasmissioni storiche, serie televisive appena uscite, bei film, ecc. ecc.

Inoltre la quota delle interruzioni pubblicitarie raggiungerebbe e forse supererebbe quella delle principali emittenti italiane, ma date le piccole dimensioni del nostro Paese, sarebbe impossibile avere le stesse entrate economiche. (Prezzo al minuto degli spot molto inferiore a quelli di Paese con bacini di utenza molto più vasti).

Limitandoci alla Svizzera italiana, è palese che due emittenti televisive e tre radio pubbliche in italiano siano una grande valorizzazione e ricchezza della nostra regione che, senza canone, non ci si potrebbe più permettere. Pensiamoci bene quando voteremo, possibilmente prima di tirarci la zappa sui piedi.

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