Dilettanti allo sbaraglio

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20151204redazionezaninidella Redazione

“Dilettanti allo sbaraglio”, così li ha definiti, con arguta e azzeccata metafora, il capogruppo PPD in Consiglio comunale Lorenzo Jelmini. La maggioranza del Municipio di Lugano (la triade leghista sopra tutti) ha proprio rimediato una figuraccia planetaria nella vicenda Gran Premio di Formula E. Impreparazione, improvvisazione, assoluto disprezzo delle regole democratiche e, ciliegina finale, la città offerta, chiavi in mano, a un gruppo italiano per essere buttata all’aria. Complimenti. Il giudizio, popolare e politico, è impietoso. Anche in seno allo stesso Esecutivo. Ecco l’analisi della municipale socialista Cristina Zanini, da noi intervistata.

Cominciamo dall’imperizia assoluta mostrata dalla maggioranza del Municipio. E la cosa fa specie visto che sono decenni ormai che il sindaco Borradori in un modo o nell’altro galleggia nel mare della politica.

“Io posso dire di aver potuto solo sfogliare la documentazione, purtroppo incompleta, di questo progetto. Considero preoccupante il fatto che non tutto quanto sia stato concordato con i promotori abbia seguito l’iter delle necessarie approvazioni in Municipio. I tre colleghi Municipali direttamente coinvolti si sono presi sulle spalle una responsabilità importante senza pensare che, sin dall’inizio delle discussioni in primavera, fosse indispensabile un maggiore coinvolgimento dei restanti Municipali. Non è stata possibile fare alcuna discussione sulla scelta del tracciato e non si sono neppure attivati per tempo i servizi. Figuratevi che persino Attilio Bignasca ha affermato che solo i polli potevano credere di riuscire a organizzare la gara per il 2016. Eppure un tracciato sulla pista dell’aeroporto avrebbe potuto essere una valida alternativa al percorso in centro città, semplice da implementare in tempi brevi. La cosa che più mi sorprende è il fatto che si sia trascurato completamente il fatto che la politica richiede una concertazione più ampia. Solo da settembre in avanti si è potuto comprendere qualcosa di più. I collaboratori del genio civile avevano però già messo in guardia nel corso dell’estate circa l’impegno necessario, ritenuto paragonabile a quello previsto dai cantieri del PVP”.

La procedura che la maggioranza del Municipio di Lugano stava per seguire era, per di più, caratterizzata da uno spregio totale delle leggi edilizie.

“Un’opera di questa portata deve per forza fare i conti con la Legge organica comunale, la Legge sulle commesse pubbliche, la Legge sulle strade; deve passare da una richiesta di credito e dalla discussione in Consiglio comunale; gli eventuali ricorsi (ce ne sarebbero stati eccome) dovevano per forza avere effetto sospensivo, a differenza di come invece taluni avrebbero voluto non avessero. Sono leggi e regole volute dal popolo; non si possono cancellare con un colpo di mano. Eppure, per salvare la faccia, si è cercato di evitare di sottostare a tutto ciò, con una soluzione sul filo del rasoio. Se il “local promoter” avesse accettato l’offerta fattagli dalla maggioranza del Municipio, tutto ciò sarebbe stato bypassato… elegantemente”.

Fa davvero specie che oggi il sindaco Borradori si mostri stizzito nei confronti di chi rivendica il semplice diritto democratico di ricorso.

“Eppure come ex direttore del Dipartimento del Territorio dovrebbe sapere che i progetti stradali sono complessi e hanno iter lunghi, proprio per rispettare i diritti democratici del popolo. Il suo nervosismo non si spiega. A suo dire perderemmo molte opportunità di sviluppo economico e accademico. Io invece sono convinta che lo sviluppo della ricerca nell’energia sostenibile si possa fare senza buttare all’aria tutta la città”.

Tra l’altro ricorrere all’energia elettrica non significa perseguire le stesse prestazioni assurde che si possono ottenere ad esempio con i carburanti fossili. Non è questa la filosofia insita nell’energia sostenibile. E poi neppure tutta l’elettricità è pulita: quella delle centrali atomiche o a carbone non lo è di certo.

“Giusto: sostenibilità non è sinonimo di velocità o consumo sfrenato. L’energia più pulita è quella non consumata. E in questa vicenda ne abbiamo già consumata sin troppa per arrivare a capire che era un esercizio praticamente impossibile. Dopo due anni di gestione del budget della Città a suon di “lacrime e sangue” con tagli finanziari a ogni livello, questo dispendio risultava ancor più incomprensibile”.

Giusto per una curiosità, ma decisamente significativa. È vero che il sedicente “local promoter” cui la maggioranza leghista del Municipio stava per consegnare la città, chiavi in mano, non era per nulla “local”, bensì italiano?

“È probabile, ma non abbiamo avuto molte informazioni in merito. Non è un mistero che il team Trulli abbia legami con il Belpaese. In ogni caso non è semplice trovare così tanti soldi in breve tempo su di un tema così particolare, legato ad attività che oggi in Ticino non sono ancora molto sviluppate. Una strada probabile è quella di rivolgersi a mercati più importanti, come quello italiano, allettato dall’accesso al mercato svizzero”.

(PS: Gas è invece entrato in possesso di informazioni molto attendibili secondo le quali il gruppo cui il Municipio voleva affidarsi anima e corpo è la “Building energy” con sede principale a Milano: http://www.buildingenergy.it/)

Altra questione che ha fatto saltare la mosca al naso del sindaco Borradori è la presunta fuga di notizie in seno al Municipio. Ma di cosa parlano coloro i quali debbono il proprio successo politico a “il Mattino della domenica” che, oltre che di bugie e di aggressioni, vive proprio di (peraltro distorte) fughe di notizie?

“Sinceramente non ho capito bene di quali fughe di notizie parlino. Probabilmente si sa che il collega Jelmini e io abbiamo espresso opposizione. Lo ha comunicato lo stesso sindaco in conferenza stampa dopo la prima discussione seria in municipio il 27 ottobre. Quindi se fuga di notizie c’è stata, è quella “ufficiale” da parte dello stesso sindaco. Leggo che si accusa di avere fatto uscire sulla stampa il problema del taglio alberi lungo viale Cattaneo, così come si indica come sabotaggio una telefonata fatta da Lugano a un promoter di cui non conosco nemmeno il nome. Persino i volantini e le interpellanze sono stati giudicati come causa determinante per il fallimento del progetto. Eppure ciò avviene per qualsiasi tema che deve trattare il Municipio: che si parli di rifiuti, di PAL2, di alloggio, di corsi nuoto, di mense o altro. È normale che ci siano delle discussioni. Non siamo certo, e per fortuna, in un regime dittatoriale”.

Quattro cantieri in simultanea che avrebbero buttato all’aria tutto il centro cittadino in pieno periodo di elezioni comunali. Non valeva la pena lasciarli andare avanti per la loro strada a rompersi il muso davanti alle cittadine e ai cittadini?

“Quasi quasi direi di sì. Ma il senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza e dei collaboratori che avrebbero dovuto gestire i cantieri mi inducono a pensare che è meglio sia andata così. Per la stazione 2016/2017 si vedrà come andrà”.

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