Donne e potere a Nord

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20151130krimskramsdi Krimskrams

È finita la terza stagione di “Borgen-Il potere”, serie danese di ottima qualità, trasmessa anche dalla RSI, che tocca i nervi scoperti della questione donne e potere.

Come parte del pubblico femminile ho provato la soddisfazione di vedere sullo schermo tutto quanto ho sempre pensato, detto, fatto, combattuto. Dalla telefonata di lavoro fatta dalla mamma spin doctor chiusa in bagno (per non far capire all’interlocutore che è a casa con il figlio malato) fino all’esasperata cocciutaggine della donna “forte” che non vuol dire di avere il cancro al seno. Dopo questo compiacimento, tanto gustoso quanto perverso, sono piombata nello sconforto. La serie è ambientata in Danimarca, paese su al Nord luminoso per la parità di genere. E invece no, anche la protagonista Brigitte trova sulla sua strada tutti gli incagli che di solito hanno le donne in politica giù al Sud: inaffidabili se pongono limiti a riunioni e agenda per stare con i figli, poco attendibili se parlano di economia, isteriche se mostrano un piglio deciso, arriviste se sono volitive, idealiste se lottano per idee e principi.

Dopo lo scoramento sale la rabbia. È tutta una finzione, mi dico per consolarmi. Già. Una finzione troppo realistica. Non si sa se ci sarà la quarta stagione: probabilmente pure in Danimarca devono avere problemi a raccontare il seguito di una storia dove la protagonista dopo essere stata Primo ministro non è rieletta, lascia il suo partito per fondarne uno nuovo, rifiuta ogni alleanza e alle elezioni riscuote un grande successo ottenendo un numero di seggi tale da essere l’ago della bilancia.

Insomma tutto si interrompe sul più bello. È come nelle favole. Io vorrei sapere com’è il “vissero felici e contenti”. Almeno su (giù) al Nord. Ne ho bisogno per rattristarmi, ma anche per rincuorarmi qui al Sud.

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