Gobbi è diventato $ociali$ta?

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Fortunatamente non tutti stanno ad ascoltare passivamente. Le dichiarazioni dell’editorialista Marie Joseé Kuhn di “Work”, settimanale del sindacato UNIA, hanno lasciato allibiti molti. Evidentemente disinformata, la Kuhn tesse le lodi di Gobbi scrivendo:

“Il ticinese è molto più sociale rispetto ai suoi concorrenti. È contro il dumping salariale, per una maggiore protezione dei salari, per una cassa malati pubblica, per un servizio pubblico forte e per affitti più bassi. Perlomeno in Ticino. Inoltre Gobbi non vuole annullare la libera circolazione delle persone. E considera i sindacati parte integrante del mondo del lavoro svizzero.”

Balle: Gobbi è sempre stato, per esempio, contro i salari minimi. Evidentemente, UNIA Ticino non la pensa così, ed Enrico Borelli, il suo segretario regionale, salta sulla sedia e dichiara a “Ticinonews”:

“Io non ho mai sentito Gobbi dire la benché minima parola contro il dumping salariale o a favore di pigioni moderate” prosegue il segretario di UNIA Ticino. “L’ho visto però mandare a scuola la polizia per portare via dei bambini e l’ho visto espellere delle persone solo perché ricevevano gli assegni famigliari integrativi. Sono forse comportamenti sociali questi?”

E non scordiamo la vertenza che vede UNIA in contrapposizione ad Adecco per il reato d’usura, dove si presume che la ditta di collocamento redigesse contratti falsi. Intervistato alla radio, Matteo Poretti di UNIA aveva addirittura ipotizzato, in base alle testimonianze, che Adecco avesse agito sotto consiglio dell’ufficio degli stranieri, facente capo a Gobbi. I contratti venivano riscritti riducendo gli importi fino al 38%. In poche parole, ti faccio un finto contratto a 1’000 franchi e poi te ne do 620.

Enrico Borelli, da noi sentito, è decisamente fuori dagli stracci: “Purtroppo”- dichiara -“ in Svizzera tedesca non c’è la percezione di quello che succede qui da noi, e ritengono la Lega dei Ticinesi, erroneamente, un interlocutore più sociale dell’UDC”.

Giangiorgio Gargantini, responsabile del settore terziario di UNIA, rincara la dose: “In Svizzera tedesca purtroppo prevale quest’immagine distorta della realtà ticinese del lavoro. È il motivo per cui, quando parliamo di deriva della libera circolazione, veniamo quasi paragonati alla destra e all’UDC. È frustrante, ma in Svizzera interna prevale questa immagine caricaturale del Ticino.”

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