Ha vinto la République. Sì, però…

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le pen valls sarkozy di Jacopo Scarinci

E meno male che secondo alcuni il Front National avrebbe dovuto vincere pure nel Wyoming. Eravamo stati sin troppo facili profeti quando, commentando l’exploit del clan Le Pen, avevamo detto che troppa gente stava versando troppi litri di inchiostro sul nulla più assoluto.

Il discorso è all’apparenza semplice: i Républicains vincono, il PS regge, il Front National ancora una volta viene bocciato come forza di governo dagli stessi elettori che, una settimana prima, avevano dimostrato di sposarne le battaglie. Ma c’è dell’altro, ed è rappresentato dal fatto che ancora una volta il Front National è stato battuto da un patto repubblicano, da accordi (più o meno) alla luce del sole, da un elettorato allo stesso tempo affascinato e spaventato da Marine Le Pen, non da un vero progetto politico in antitesi. Nicolas Sarkozy ha spostato ancora più a Destra il proprio movimento, lanciando un’offensiva mica male all’elettorato lepenista martellando sui temi dell’immigrazione e della sicurezza più con slogan che con proposte concrete. Manuel Valls, in questi giorni dimostratosi un autentico cavallo di razza, l’ha buttata machiavellicamente sul drammatico paventando improbabili guerre civili in caso di vittoria del Front National mobilitando ciò che resta dell’elettorato socialista e salvando la baracca. Esauritasi la fase distruttiva del “contro qualcuno”, dovrebbe iniziare quella costruttiva del “a favore di qualcosa”.

I Socialisti sono in crisi di idee e programmi. L’unica cosa che li salva è che la politica ormai dipende sempre meno da queste cose, e l’incredibile vittoria dialettica ottenuta dal Primo ministro Valls potrebbe regalare al PS francese una inaspettata chance di rimonta da qui al 2017. Una chance che andrà giocata al meglio perché il Front National, per ora battuto grazie alla paura, quando il patto repubblicano non basterà più andrà battuto con la politica. E per ora butta male.

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