I colori delle auto

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20151130krimskramsdi Krimskrams

Ci pensate mai al colore delle auto? Così, in generale, non solo quando volete acquistare un’auto nuova? Io sì. Uno dei miei ricordi d’infanzia è legato proprio al colore della macchina che mio padre aveva appena acquistato con il disappunto di mia madre: una Fiat di un terribile color caffelatte. Erano gli anni ’70 e così dettava la moda. Ricordo che mio padre, per trasmettere un po’ del suo entusiasmo a mia madre, aveva aperto l’armadietto in formica della cucina (anche quello tipico di quegli anni) e indicato l’interno beige scuro che era simile alla Fiat nuova.

Già allora non capivo perché le auto non potevano avere gli stessi colori delle automobiline con cui giocava mio fratello. Decisi, veri, definiti. E me lo chiedo pure ora. Soprattutto sono costernata dal ritorno del bianco. Certo, un bravo venditore in concessionaria non dirà mai semplicemente bianco ma perla, gesso, panna, guscio d’uovo. Anche loro devono pensare che il bianco tout-court sia poco glamour e chic. Eppure ha soppiantato alla svelta il marrone. Anche qui non solo marrone: moka, testa di moro, brown glacé… Altro colore bruttino anni ’70, è durato poco sulle auto. Più durevoli quelli metallizzati: canna di fucile, carta da zucchero, fumo di Londra, starling silver. Un po’ “vorrei ma non oso”. Ci sono cascata pure, sarà perché tranquillizzano.

Solo una volta ho pensato che sarebbero arrivati i colori veri sulle auto. È quando c’è stato il boom del violetto: vi ricordate le mitiche Twingo di quella tonalità brillante che poi hanno imitato tutti, soprattutto per le city car? Ma il violetto non ha fatto scuola. L’arancione acceso visto sulla Panda non ha attecchito. Ora sono arrivati i colori opachi, soprattutto il nero, elegante e pastoso. Chissà se prenderanno piede. Oggi ho visto un’auto turchese opaco. Splendida. Mi ha dato una certa soddisfazione.

Non voglio però pensare che effetto fa se la righi uscendo dal parcheggio.

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