Il weekend di calcio tra Armando Ceroni, il Tavor della Juventus, Mihajlovic sulla graticola e il magico Bournemouth

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Di

Calciodi Jacopo Scarinci

Il Köniz era quel che era, l’atteggiamento del Lugano pure e sì, anche la Coppa svizzera è quel che è. Ma passare una domenica pomeriggio con Armando Ceroni alla tele è sempre stupendo.

C’hanno provato i santi e un rigore più pallido di un albino, a spingere il Basilea. Ad avere la meglio al Tourbillon è però stato il Sion, ai rigori, che se a volte sono protagonisti di ingiustizie clamorose ogni tanto, come ieri sera, fanno piazza pulita di dubbi e recriminazioni. Nessuno nessuno lungo il Reno si sta pentendo di come è stato trattato Paulo Sousa?

Insomma, la Juventus sta tornando. Mario Mandzukic è di nuovo quello di due anni fa, i nuovi giocatori si stanno inserendo, Allegri sta iniziando a capirci vagamente qualcosa. Poi però, sul più bello, l’urna della Champions le regala il Bayern Monaco agli ottavi. E a Vinovo si ricomincia col Tavor.

Il Milan ormai è una barzelletta. L’occasione era ghiotta, con davanti un Verona ultimo classifica, derelitto e con un piede in serie B. Eppure, quando tutto era apparecchiato per la vittoria, il guerriero De Jong provoca un rigore, si fa espellere per direttissima, “nonno” Luca Toni pareggia e Sinisa finisce sulla graticola peggio di un cervelat.

Il Barcellona, dopo aver pareggiato sabato col Depor, ha regalato al Real Madrid la possibilità di arrivare a -2. Una cosa inconcepibile, difatti i Blancos hanno perso contro il Villareal e sono stati staccati pure dall’Atletico Madrid del “Cholo” Simeone che ha raggiunto i blaugrana in cima alla classifica. Ma, come già detto, se avevi Ancelotti e finisci con Benitez, ti meriti tutto.

Il valore della rosa del Bournemouth è di 20 milioni di euro più basso di quanto il Manchester United ha pagato il solo Martial (59 milioni contro 80), e nonostante ciò ha calpestato i Red Devils una settimana dopo aver passeggiato a Stamford Bridge col Chelsea. Sì, è vero, il calcio l’hanno inventato loro e ci sarà un motivo: ma queste meraviglie si trovano solo in Inghilterra.

L’Hertha Berlino ha deciso di stupire tutti, dopo una decina d’anni di figure da cioccolatai e due retrocessioni. Pal Dardai allena una squadra fresca, giovane, che con un calcio divertente e frizzante sta mirando al ritorno in Europa. Glielo auguriamo, se lo meritano.

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