La RSI come Fort Apache

Pubblicità

Di

20151130mordasinidi Corrado Mordasini

Vi ricordate il famigerato Fort Apache, l’ultimo avamposto a sud del deserto di Sonora, 35 soldati e un capitano che dovevano da soli, e senza rinforzi, subire gli attacchi e lo stillicidio dei predoni Apache? Ecco, la RSI è un po’ questo oggi.

Ogni due minuti al posto di una freccia indiana arriva una mazzata dall’editoria privata, da Lombardi o dalla Lega. Unico scopo, che ormai è sotto gli occhi di tutti, smantellare il servizio pubblico a favore di un privato che stenta a camminare da solo, a causa della diminuzione della pubblicità. E allora tutti a chiedere soldi, sbandierando il diritto del privato ad avere parte della torta, salvo poi non avere le stesse qualifiche e formazioni del pubblico. Eh sì, perché se io do in appalto un settore ospedaliero a una clinica privata mi aspetto la stessa formazione dei medici e la stessa qualità, perché non dovrei pretenderlo dal privato?

Attualmente a Teleticino il canone rende 2’970’000 franchi. Con la nuova legge, che peraltro i ticinesi hanno respinto (cosa che PPD e Lega non mancano mai di ricordare), sempre lo stesso Lombardi, per la sua Teleticino, potrebbe arrivare a beccarsi fino a 5 milioni. E tutto questo con uno share giornaliero che arriva a malapena all’1%. Per fare un paragone, solo il primo canale RSI fa il 22%, mentre il secondo arriva all’8% per un totale di quasi il 30%. Della radio non parliamo nemmeno perché, nonostante i biechi attacchi de “Il Mattino”, raggiunge, con solo tre reti, il 64% di share. Se aggiungiamo gli ascolti nazionali di SRF 1, RTS La Première, Radio Svizzera Jazz, Radio Svizzera Classica e Radio Svizzera Pop, la nostra radio pubblica è ascoltata praticamente da 8 persone su 10.

E questo sarebbe lo schifo da smantellare? Un’ente che ci invidiano in molti Paesi? Una struttura che da lavoro a migliaia di persone? Andate a vedere com’è la formazione giornalistica o come sono le paghe a Teleticino, che poi ne riparliamo. Perché se vuoi i soldi pubblici, poi il pubblico dovrebbe pretendere da te almeno la qualità. Non è giusto che tu giri le telecamere e filmi per 12 ore i dj alla radio facendo poi credere che produci trasmissioni 24 ore su 24. Non è giusto che utilizzi giornalisti con scarsa formazione e poi pretendi le nostre cucuzze. Non è giusto che non hai contratti e nemmeno un sindacato e poi pretendi soldi per le tue maestranze. A oggi è così, con l’omologazione dell’informazione (Teleticino in primis) ciò che passa è il mantra leghista: fuchi di stato, stipendi da nababbi, legioni di lazzaroni.

Ci dimentichiamo in fretta che siamo cresciuti con la RSI che ci ha anche, come servizio pubblico, protetti dal pattume televisivo privato che veniva dalla vicina Italia, che ci ha istruiti e informati quando contava ancora la qualità dei servizi e non era tutto basato sugli indici d’ascolto. Perché, ricordiamocelo, è questo che deve fare il servizio pubblico: aiutare le persone a capire la propria realtà, senza filtri e preconcetti, senza interessi di parte e con un occhio di riguardo ai nostri figli.

La RSI non è perfetta, ma è una buona radiotelevisione, uno dei pochi baluardi non ancora in mano al privato o all’informazione omologata.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!