L’Eliseo resta molto lontano

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Di

20151207scarincidi Jacopo Scarinci

Dire che il primo turno delle regionali francesi di domenica sia stato un terremoto è senza dubbio esagerato. Dire che il Front National, primo partito di Francia, sia in pole position per entrare all’Eliseo dalla porta principale è la prova che molti giornali, anche qui in Svizzera, seguono il sensazionalismo lasciando da parte le cose concrete.

Una cosa concreta è, ad esempio, che il PS di Hollande e Valls non è crollato come si sarebbe potuto pensare. Un altro dato di fatto è, sempre ad esempio, che i Républicains dell’ex presidente Sarkozy sono lì, pronti a contendere la vittoria nel 2017, magari con un profilo più moderato e credibile come quello del sindaco di Bordeaux, Alain Juppé. Quindi, di che stiamo parlando? Stiamo parlando di un’elezione locale, che ha avuto luogo a neanche un mese dagli attentati dell’ISIS, in una Francia scossa e ferita dal terrorismo islamico. Dire “shock”, “l’UE traballa”, “i fascisti vincono in Francia” serve per vendere, ottenere clic, far cagnara e continuare a non capire che lo spettro nero agitato dalla famiglia Le Pen è, in realtà, un fuoco di paglia. Perché Marine Le Pen è un personaggio debole? Perché la nipote Marion non ha presa mediatica? Perché i temi che propone non sono sentiti dai francesi? Perché la Francia sia un posto fatato dove tutto va bene?

No, perché fuori dalla Francia la gente che da domenica parla e scrive non ha la minima idea di come funzioni il sistema politico francese. Alle regionali di cui tanto si sta parlando al ballottaggio si va in tre, e per vincere basta anche un 35/40%, cosa che alle presidenziali non è possibile: 50% più uno. Impensabile. Anche perché, come diceva Charles de Gaulle, “i francesi al primo turno si sfogano, al secondo votano”.

Non passerà il Front National. Esattamente come nel 2002 i socialisti votarono in massa Jacques Chirac per sbarrare la strada a Le Pen padre, nel 2017 chi arriverà al ballottaggio con Le Pen figlia avrà l’appoggio incondizionato dello sconfitto del primo turno. Piaccia o no sia a chi subisce il fascino delle due dame nere, sia a chi per coprire propri conclamati e incredibili fallimenti politici bolla il tutto come “fascismo”.

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