Lisa Bosia e l’ignorante Robbiani

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Di

bosia lisa robbianidi Corrado Mordasini

Massimiliano Robbiani è ritenuto da molti, per usare una sottile metafora, “non proprio il più affilato coltello del cassetto”. In relazione al presunto caso montato come panna dalla Lega, abilissima in queste cose, si permette di calare giudizi sulla deputata Lisa Bosia Mirra.

Questa cosa ricorda un po’ la recente querelle del “cane rognoso”, dove Quadri si irrigidiva come un tarabuso tra le canne per essere, a suo dire, stato insultato. Non amo Rocco, anzi, ma stavolta ha ragione. Scrivere: “evitare uno come un cane rognoso” non vuol dire insultare, ma usare una similitudine. Una figura retorica della lingua italiana.

Magari Lisa Bosia è andata un po’ lunga, ma una cosa è l’incitamento all’odio razziale, tipo paragonare le donne col burqa a sacchi della spazzatura come ha fatto Robbiani (e per cui si è scusato). Un’altra cosa è il confronto anche duro tra politici. Nella seconda ipotesi ce la facciamo fuori tra di noi, nella prima creiamo un clima di odio che pagano tutti, anche i figli di Robbiani, i miei e i numerosi pargoli della Aldi.

Lisa Bosia Mirra lavora coi rifugiati, ci mette del suo, sbatte dalla mattina alla sera, porta camion di materiale alle frontiere per aiutare i bambini profughi. Sente storie orrende tutti i giorni e si prodiga per rendere migliore questo mondo, con una pietà che al giorno d’oggi più che un dono sembra una zavorra, soprattutto per certa gente. È normale che quando una leghista carina, biondina coi tacchetti ti viene a chiedere di firmare una petizione per migliorare la condizione dei gattini in Svizzera ti girino un po’ i coglioni. Migliaia di persone, centinaia di bambini possono affogare, morire schiacciati contro le reti metalliche delle frontiere, ma i nostri gattini bisogna tutelarli.

Robbiani, come Quadri, fa finta di non capire l’italiano. Anzi, forse non fa neppure finta, visto che è ignorante. Massimiliano, se vuoi ci sono i corsi Migros serali, costano anche poco e ci sono bravi maestri. Così impari, (solo se studi eh? Monello!) la differenza tra i lemmi, la sintassi e incontri il meraviglioso mondo delle figure retoriche: dalla sineddoche alla metonimia… troppo difficile?

Tal disi in dialett? Bon, l’è mia che l’cambia tant, se v’un l’è ignorant l’è ignorant. A ta augüri da pasàa di bon fesct, magari quand te se dré a mangiàà ul paneton, fag un pensee per chi pori bao ch nega in dal mar.

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