Mannaggia Pontiggia…

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Di

20151206redazionedella Redazione

Ci siamo già occupati sabato della tragicomica vicenda che vede protagonista la lezioncina che Fabio Pontiggia ha dato alla RSI dalle colonne del “Quotidiano indipendente della Svizzera italiana”, ma tocca tornarci. Tocca tornarci per dimostrare come l’allegra compagnia di Muzzano sia l’ultima a poter dispensare lezioni in giro. Ma andiamo con ordine.

Venerdì, nelle pagine interne del “Corriere del Ticino”, Pontiggia si esibisce in una mirabile lectio magistralis di deontologia professionale. Il bersaglio è, guarda caso, la RSI, che stavolta viene accusata di aver rimosso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook la notte degli attentati a Parigi, post con cui informava che la mattina dopo ci sarebbe stato un approfondimento e post sotto al quale i commenti son stati tra l’incazzato e l’ironico considerato il colossale buco che la RSI medesima aveva preso su quei tragici eventi.

Secondo il Carl Bernstein del Ticino l’Ente di Comano, di fronte alle proteste degli internauti, avrebbe rimosso il post incriminato, anzi, avrebbe creato un “buco tra l’8 e il 15 novembre”, come un 17enne qualsiasi che toglie un post che non riceve abbastanza Like. Se si fosse informato sugli algoritmi che regolano Facebook, e adesso può farlo qui (vedi link), Pontiggia si sarebbe evitato sia una figuraccia colossale, sia il misero atto riparatorio del giorno dopo, quando ha dovuto inviare un suo sottoposto a intervistare un Canetta comprensibilmente tendente all’incazzoso.

A chi è dotato di buona memoria, però, questa storia ne ricorda un’altra da vicino, e sicuramente in forma peggiore (vedi link). Correva l’anno 2013, e a Comano si era in piena bagarre per la sostituzione di Dino Balestra. Tra i nomi caldi per la poltronissima c’era anche quel Marcello Foa dominus di MediaTi. La notizia venne data dal telegiornale di TeleTicino, appartenente anche lei alla galassia diretta da Foa. Solo che poi una manina, sicuramente ben consigliata, ha fatto rimontare quell’edizione del telegiornale già trasmessa e archiviata: per carità, niente di che, era solo sparito il servizio che parlava di Foa come candidato alla direzione della RSI. (Piccola nota forse esplicativa di molte cose: Foa franò miseramente al primo audit). In quel caso non ci furono però banali algoritmi che una ricerca su Google avrebbe spiegato. Qui ci fu censura, quella vera.

Per Fabio Pontiggia una nota finale firmata Fabrizio De Andrè: “Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio / si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”.

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