Mega super pagellone del 2015 (Prima parte)

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Di

Pagelle 2015di Gherardo Caccia

E ci siamo. La fine dell’anno è imminente e ogni come fine anno è ora di dare i voti, ma non quelli elettorali, di quelli ne son stati elargiti fin troppi quest’anno tra elezioni cantonali e federali. Qui di seguito, a giudizio unico e irrevocabile del sottoscritto, i promossi e i bocciati di quest’anno che va a chiudersi. Buona lettura e buon divertimento!

ATTILIO BIGNASCA: ancora in attività, non smette di propinarci perle in buona tradizione Bignasca style. Sulla questione dell’epiteto “Cane Rognoso” propinato a Quadri minaccia un astensionismo dalla politica finché non arriveranno le scuse dal PLR. Godiamoci il silenzio finché dura. PERMALOSETTO. Voto 3

BORIS BIGNASCA: il delfino eterno che sputa sui frontalieri lombardi, sulla Regio Insubrica e su qualsivoglia cosa al di là della frontiera di Brogeda, con la coerenza che contraddistingue qualsiasi azione legaiola, si reca a Pontida al comizio della Lega Nord e prende la parola dal palco sfoggiando con versi gutturali tutta la sua caratura politica, salutando calorosamente tutti quegli italioti badini azzurri che fino al giorno prima avrebbe preso a calci nel culo. INSUBRICO MA NON TROPPO. Voto 2,5

NATALIA MICOCCI: se c’è un volto nuovo nella politica ticinese, quello è il suo. Campagna elettorale coraggiosa e aggressiva, molla tutto e insegue il sogno. Non teme la Lega e i suoi attacchi domenicali, viene elogiata dai colleghi per il lavoro svolto in commissione. Quasi un peccato che sia liberale. VOTO 5+

MARISTELLA PATUZZI: imbarazzante in campagna elettorale, viene blindata da Savoia per non farle più dire cazzate. La sua presenza sulla lista per il Consiglio di Stato le da la visibilità necessaria per essere eletta in Gran consiglio, adesso qualcuno però le spieghi che il bottone verde non è per ordinare l’acqua con le bollicine. IMBARAZZANTE. VOTO 3-

NORMAN GOBBI: il presidentone del Governo ci ha tenuti con il fiato sospeso per almeno 15 secondi durante il fatidico 9 dicembre, giorno dell’elezione del Consiglio federale. Quando poi abbiamo visto che anche nella realtà non se lo cagava nessuno abbiamo ripreso a respirare. Va a Expo a rappresentare il Ticino e ci va controvoglia, vieta il diritto a bambini ecuadoregni di istruirsi, fa sequestrare adolescenti dalle aule. Proprio bravo. QUO VAIS? VOTO 2

LORENZO QUADRI: e come si fa a non parlare di lui. Meriterebbe un sei pieno solo per gli spunti che ci da. Poi però pensi che: 1) è capo redattore de “Il Mattino”. 2) A Berna son più presenti atti parlamentari suoi che non lui fisicamente. 3) In Municipio a Lugano fa l’agnellino dal lunedì al venerdì, e alla domenica il lupo nero. 4) Ama i gatti ma fatica molto con gli esseri umani. 5) Non riesce a comporre una frase senza “k” o “$”. Sarà mica dislessico (con tutto il rispetto per i dislessici)? Quindi 6-5=1. MATEMATICO. VOTO 1

LISA BOSIA: la Pasionaria entra in Parlamento e fa subito capire che non è il suo habitat naturale. La Bosia preferisce l’azione sul campo che non gli atti parlamentari. Per finire in bellezza l’anno, anella un tris di azioni pubblicate in rete che scatenano le ire dell’ala borghese del Parlamento. Fortuna che c’è il PS a sosten.. ah no, se ne dissocia. Eppure quello di Bosia sembra l’urlo nel deserto di quella gente che ne ha piene le palle dell’ipocrisia della politica, della concordanza a tutti i costi, di chi usa la carica pubblica per il suo orticello. SOLA. Voto 5

ORESTE PEJMAN: lo abbiamo già sputtanato in lungo e in largo, che bisogno c’è di andare avanti? Continua a propinare i suoi pensieri xenofobi in varie salse, ma senza molta visibilità. Il PPD però lo tiene buono per candidarlo al Consiglio nazionale. Alla fine della tornata di elezioni sbatte la porta e in men che non si dica lo troviamo tra le file Democentriste e la sua foto tristemente ritoccata con il logo del sole che ride. Cambia pelle più veloce di un serpente. RIDICOLO. VOTO 2+

MICHELE KAUZ: racimola schede elettorali tra parenti, amici, zii d’America e avi defunti e le compila di suo pugno per assicurarsi qualche voto in più. Non pago di ciò propone ad altri candidati di mettere una crocetta anche per loro pensando di fare un favore, condivide le foto dell’impresa su Facebook, ma a quanto pare non tutti son furbi come lui e viene segnalato alla Procura. Indagato e condannato finisce la sua corsa ancor prima del via. PREMIO VOLPE. VOTO S.V

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