Non c’è peggior cieco di chi non vede veramente

Di

cecitàdi Il Nostromo

Tutti noi conosciamo sicuramente qualcuno privato del dono della vista: un conoscente, un amico, un tizio che incontriamo per strada. Quando si ha a che fare con una persona che non ci vede, si tende ad assumere comportamenti inconsueti, spesso dettati dall’imbarazzo o dall’insicurezza su come agire.

Potrebbe venirti la malsana idea, discutendo con un cieco, di evitare a tutti i costi parole come “vedere” o guardare”, per paura di offendere l’altro. E dopo aver faticato per qualche tempo a evitare accuratamente qualsiasi tipo di riferimento all’uso della vista, ti accorgi che ad un cieco non gliene può fregare di meno, anzi lo infastidisce un pochino che tu ti esprima come un uomo di Neandertal solo perché la lingua italiana è piena zeppa di riferimenti visivi. Se non altro la cecità è piuttosto semplice da riconoscere e la reazione delle persone è spesso pronta e disponibile. È altresì detestabile la situazione per una persona ipovedente, sottovalutata per via della mancanza di chiari riferimenti ad un handicap visivo. Un ipovedente è una persona che non è né cieca né vedente, può compiere alcune azioni mentre altre, per il suo bene, è meglio di no.

Occasionalmente la gente si stupisce del fatto che io indossi occhiali da vista, ma allo stesso tempo utilizzi il bastone bianco: probabilmente è per il semplice motivo che gli occhiali sono per me, mentre il bastone è per te, per farti capire che è meglio che la porta la tieni aperta ancora un attimo perché se la prendo sul naso ti mostrerò da dove derivi il detto “botte da orbi”. Scherzi a parte, immagina quanto possa essere antipatico vedere, quando va bene, il 10% di quanto vede una persona “normodotata” e doversi districare fra le usanze sociali come stringere la mano, salutare qualcuno con il giusto titolo, registro e forma di cortesia o semplicemente ricordare all’interlocutore che ti sta parlando da dieci minuti che non hai la benché minima idea di chi egli sia dato che non si è presentato.

E proprio a questo proposito avrei una richiesta per te, cara lettrice o caro lettore: quando mi apostrofi, che sai che ci vedo poco o puoi intuirlo dato che uso il bastone bianco, fammi un favore e non ti offendere se non ti riconosco e ti tratto come se avessi tentato di parlarmi della tua religione o di vendermi una polizza assicurativa. Questo non è “World of Warcraft” dove la gente gira con il proprio nome sopra la testa, e anche se fosse non riuscirei a leggerlo, per cui fa un piacere ad entrambi e, quando mi saluti, aggiungi il tuo nome. In realtà potresti scoprire che parlare con me non è così male: mi piace leggere, sono di ampie vedute (passami il termine), non noto il fatto che hai “la patta aperta” o che i colori dei vestiti che hai scelto fanno pensare che non ti sia ripreso del tutto dal weekend. Non sono una persona che si ferma alle apparenze per cui il colore della tua pelle o il tuo turbante non mi turbano, almeno non tanto quanto il fatto che tu non ti sia lavato i denti da quando Mosè disse al Faraone “vado un attimo a comprare le sigarette”. So a cosa stai pensando e sì, la notte sogno anche io e, no, non vedo la mano che stai sventolando davanti alla mia faccia, ma avverto lo spostamento d’aria e la cosa inizia a darmi fastidio.

In realtà, nonostante sembri avere un pessimo carattere, sono molto apprezzato dalle persone, fosse solo per il fatto che li incoraggio ad andare avanti e a non fermarsi davanti a nessun ostacolo, esordendo sempre con la frase “non vedo il problema…”. Per cui quando parli con me rilassati e non pensare a quello che non ho, ma pensa piuttosto a quanto fine sia il mio udito e la mia percezione tattile… e comincia a preoccuparti, perché prima ho sentito il commento che hai fatto sulle mie scarpe.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!