Alessio e la cacca

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Di

20151030Bernasconidi Carol Bernasconi

Sapete come mi chiamava la mia mamma quando ero piccolo? Adesso non può più farlo, perché è proibito, l’ho deciso io. Ok, ve lo dico: lei e i suoi amici mi chiamavano Caccaboy. Solo perché mi piaceva tanto fare la cacca. E allora? Uno non può avere degli hobby? Il mio era fare la cacca.

Per cominciare ho fatto la cacca sul sedile della macchina del mio papà, ma non era tutta colpa mia. Ero piccolo, era estate, ero tutto nudo e il mio papà mi ha chiesto se volevo aiutarlo a pulire la macchina… certo che si! A me piace tantissimo! Canna dell’acqua, sapone, spugna… poi aspirapolvere e straccio. Ero tutto occupato a pulire con il mio straccetto quando ho cominciato a sentire “un movimento strano dentro nella pancia, forse un ippopotamo o forse il Re di Francia. O un gran bastimento che dall’argine di stacca, forse forse forse… è la mia cacca!” E così l’ho fatta, ma non al gabinetto. L’ho fatta sul sedile della macchina, perché stavo lavorando talmente bene che mi dispiaceva smettere. Quando il mio papà lo ha scoperto non è stato molto contento, si è proprio arrabbiato, ma solo per poco. Perché è arrivata la mia mamma per capire cosa stava succedendo e quando lo ha scoperto ha riso per tantissimi giorni. Ha anche detto al mio papà che forse io volevo fargli capire che la sua macchina non mi piaceva e che era ora di cambiarla…e intanto rideva. Non è vero che non mi piaceva la sua macchina, solo che mi scappava forte!

A volte la mia testolina fa dei pensieri o delle domande, ma non sempre trovo le risposte. Così chiedo ai grandi. “Ma io mi chiedo, se a un cavallo al galoppo scappa la cacca, fa la diarrea?”. Sapete che la mia mamma non mi ha ancora risposto, perché si è messa a ridere? Un giorno ero al gabinetto. Io non devo avere fretta, fare la cacca richiede tempo e concentrazione. Io al gabinetto canto, parlo, tutto da solo. Ma quel giorno ho chiamato forte la mia mamma. “Mamma vieni a vedere la mia cacca bellissima! Vedi nell’acqua? C’è scritto ‘Alessio e mamma’… hai visto che belli?” Lei mi guarda, mi sorride e poi tira l’acqua. “Nooooooooooo! Hai distrutto i miei nomi!” Con tutta la fatica che ho fatto. Quando faccio delle cacche speciali sono così contento che voglio dirlo a tutta la famiglia e voglio che vengano sempre a vedere. Non so perché, ma tocca sempre alla mia mamma. “Mamma, vieni a vedere presto! Ho fatto la caccona più grande che potessi fare! Ha addirittura due gobbe!” Questa volta la mia mamma mi ha fatto i complimenti e ha detto che assomigliava a un cammello. Ma lo so che non vedeva l’ora di uscire dal bagno.

Mio fratello Simone invece non è per niente gentile a volte. Pensa che ho dovuto chiamare la mamma perché lui non voleva aiutarmi. “Mammaaaa! Mi pulisci? Simone non vuole farlo!” La mamma arriva e mi aiuta. “Simone odia la puzza della mia cacca, allora io odio Simone”. Facile no? A pensarci bene, sono ancora un Caccaboy.

Ma non ditelo a nessuno.

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