Del Don e il colore dei soldi

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Di

Del Don Orlandodella Redazione

Noi amiamo Del Don, già in passato abbiamo avuto il piacere di occuparci di lui. Anche perché Del Don è ricettacolo di grande soddisfazione per le sue posizioni spesso un po’ estreme e discutibili ma di sicuro effetto, soprattutto sull’umore dei suoi detrattori.

Ieri Orlando Del Don è stato espulso dall’UDC bellinzonese, evidentemente avrà tirato troppo la corda. Già maretta c’era stata quando praticamente da solo aveva caldeggiato la candidatura di Tuto Rossi, inviso a numerose personaggi dell’UDC. Oggi la goccia che ha fatto traboccare il vaso sembrerebbe essere una questione di soldi. Ma non solo, andiamo con ordine.

938 franchi e 95: questa sarebbe la cifra che Del Don avrebbe richiesto alla segreteria del partito. Questi soldi erano parte, infatti, di un impegno preso dallo stesso Del Don nei confronti del comitato interpartitico favorevole alle aggregazioni. Comitato in cui lui, oltretutto, militava senza che nessuno all’interno dell’UDC lo sapesse. Del Don si era assunto l’impegno di pagare parte di un volantino per questo comitato, all’insaputa della sua sezione.

Al momento in cui ha fatto la richiesta di rimborso, la sezione si è, giustamente, rifiutata.

Messo di fronte all’evidenza, Del Don avrebbe insultato pesantemente Athos Ambrosini, suo coordinatore. E pare, inoltre, che l’Orlando furioso avesse avuto un comportamento simile già durante le cantonali, ma allora il partito aveva lasciato correre.

Dopo la seconda sfuriata, il coordinamento del bellinzonese ha deciso di intraprendere una procedura disciplinare convocando Del Don, che però ha fatto lo gnorri, dimostrando una grande maturità psicologica. Vedremo ora che cosa farà il partito cantonale di fronte a questa misura estrema presa dal coordinamento distrettuale che, ricordiamo, ha espulso Del Don con 6 voti favorevoli, mentre il settimo membro avrebbe scelto la sospensione.

Una cosa è sicura, conoscendo il personaggio: Del Don non finirà di riservarci altre succose sorprese, continuando ad allietare amici e nemici con le sue capriole politiche da guitto provinciale. Certo che da un luminare della psichiatria ci aspettavamo qualcos’altro.

Le braccine corte da uno che intasca migliaia di franchi dai suoi pazienti lasciano un po’ l’amaro in bocca.

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