Fascisti con la pistola

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imageI problemi sociali che dobbiamo affrontare sono molti, alcuni più perniciosi di altri. Il terrorista dell’ISIS, non vogliatecene, non è però al primo posto. Almeno: non qui da noi. A preoccupare molto la redazione e il collettivo del GAS sono invece certi personaggi che, con grande incuria e anche con una certa dabbenaggine, postano materiale razzista, inneggiante al fascismo e al nazismo.

imagePersonaggi che inneggiano all’estremismo di destra “sto con gli estremisti che vogliono difendere il loro paese da questi invasori”, riferendosi agli immigrati. Personaggi che professano la loro fedeltà a Mussolini e insultano i ministri della Confederazione. Personaggi che condividono immagini di Hitler e Mussolini, rimpiangendone la dipartita. Personaggi che, citiamo, ritengono che: “Gialli con gialli, neri con neri e musulmani con musulmani!! D’altronde, se Dio ha creato Continenti e razze un motivo c’era!!!! Non esiste multiculturalità e integrazione con certe etnie!! Abbiamo fallito carissimi sinistroidi!!! Siamo in guerra!!”. Alla fine del post, due piccole icone di pistole e la foto di un’adunata nazista con la dicitura “il dovere è uno solo, riprendere le armi!! Usque ad finem” (fino alla fine).

imageCe ne sono tanti, direte voi, personaggi frustrati, borderline. Tutti chiacchiere e distintivo, per parafrasare un famoso film.

Eh già, chiacchiere e distintivo.

E se vi dicessimo che le persone di cui parliamo sono una in particolare, e che questa persona è un sergente della Polizia cantonale? Un graduato di nome Edy Imperiali?

Sareste tranquilli? Vi sentireste sicuri a casa vostra? Protetti da uno che inneggia alla pistola e al manganello? “Certo, fin che se la prende con gli immigrati”…

imageMa la storia ci insegna che questi facinorosi amanti delle svastiche e del fascio littorio di solito non si fermano agli immigrati: gli immigrati sono solo il primo boccone. E se un giorno vostro figlio manifestasse contro il raddoppio del Gottardo e si trovasse di fronte quel sergente? E se vostro figlio non avesse tratti ariani? E se fosse fermato in polizia, trovandosi di fronte questo tutore dell’ordine che lo interroga, pensando che è un pericoloso sinistroide spalancatore di frontiere e buonista? Che tipo di protezione può garantirci quest’uomo? Che modello di ordine ha in mente se i suoi ispiratori sono questi? Di una cosa però vogliamo ringraziare questo poliziotto: è un bene che questi personaggi si espongano, che non abbiano timore di ciò che pensano. Se così non fosse non sapremmo chi sono in realtà. Invece, grazie alla poca accuratezza nell’usare i mezzi di comunicazione pubblici, si svelano per ciò che sono. Le persone si differenziano per il ruolo, e non per il valore. Il ruolo che ricopre costui però richiede valori morali che a lui sembrano sconosciuti. Preoccupa, soprattutto, il fatto che noi abbiamo visto questi messaggi folli e di sicuro li hanno visti anche suoi colleghi e amici. Alcuni dei quali solidarizzano.

Comunque non finisce qui. Il collettivo GAS chiederà a Governo e polizia di prendere provvedimenti non solo verso il sergente, ma anche verso tutte quelle figure controverse che militano nelle nostre forze dell’ordine. Chiediamo che venga fatto un discorso preventivo che, peraltro, dal 2011 fa già l’esercito svizzero svolgendo un esame preliminare di sicurezza durante il quale vengono eliminati i pregiudicati per alcuni reati, gli instabili, ma anche persone il cui estremismo potrebbe minare la sicurezza pubblica. E parlando di estremismi, li includiamo tutti, sia ben chiaro: islamici, di sinistra o di destra essi siano.

Su questo caso specifico però chiediamo ora adesso e pubblicamente, con urgenza, al Ministro Gobbi e al capo della polizia Cantonale di darci delle spiegazioni.

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