Figurs da cicolatauns

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Di

Gottardo opuscolodi Corrado Mordasini

Cars leturs, stavolts ul noss governs l’à facia grosa. In un opuscol mandat a tüt i cantun, insema a dous cicits de pörcs, l’a fai un grosolan erurs, un erurs che l’a mia rispet per la Surselva e i Grisciun.

Il governo ticinese, fregandosene bellamente della votazione del prossimo febbraio e alla faccia delle migliaia di ticinesi contrari al raddoppio del Gottardo, non ha avuto nulla di meglio da fare che intraprendere un’operazione di marketing volta ad accattivarsi i governi degli altri cantoni, recapitando loro un opuscolo (“Due tunnel, una Svizzera”) accompagnato da due salamini.

Peccato che l’opuscolo, redatto nelle quattro lingue nazionali, riportava, in romancio, la parola “Scvizzra”: che però si dice “Svizra”, e non ci vogliono chissà che lauree, basta guardare una qualsiasi banconota. Si vede che, come celiava il redattore di “TIO” (da cui proviene la gustosa facezia) la foga del raddoppio è stata fatale al Consiglio di Stato.

Grazie, quindi, a “Ticinonline” anche solo per la pazienza con cui è andato a fondo nella notizia, scomodando l’Istitut dal Dicziunari Rumantsch Grischun a Coira e la Lia Rumantscha (che raggruppa tutte le associazioni linguistiche romance). Notizia balenga, come la chiamerebbe la Litizzetto, una notiziola divertente e allegra (pardon, alegra con una l). Pare comunque, da nostre fonti interne all’amministrazione cantonale, che l’agitazione per l’errore fatto si sia fatta decisamente sentire.

Un po’ meno allegro è pensare che questo opuscolo è stato pagato anche con le nostre tasse, quelle dei Verdi, dei Verdi Liberali, dei Socialisti e di tutti gli abitanti del Mendrisiotto che non solo negli ultimi mesi hanno respirato più polveri fini che ossigeno. Diventa comunque sempre più sospetto l’impeto con cui, da molte parti, si spinge disperatamente verso il raddoppio.

Se il problema è davvero la sicurezza, siamo veramente commossi per quanto ci tenga il nostro governo.

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