Germania: lo stupro e il folklore

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Di

Stupro2di Corrado Mordasini

Bella la Germania. La birra, i lederhosen, i cappellini bavaresi, la Foresta nera, insomma un folklore nordico che conosciamo bene. E l’Oktoberfest? C’è chi ci va ogni anno, chi ci è stato e chi ci vorrebbe andare. Una delle più grandi manifestazioni goliardiche di cultura popolare teutonica:

“Il solo tragitto verso il bagno diventa una sfida. Uomini sconosciuti che cercano di abbracciarti, pacche sul sedere, tentativi di alzarti la gonna e una pinta versata di proposito nella scollatura sono il bilancio di soli 30 metri. Se reagisci in modo scontroso, ti danno della ‘troia’ o peggio”, scrivevano Karoline Beisel e Beate Wild, sulla “Süddeutsche Zeitung” nel 2011.

In media a ogni Oktoberfest gli stupri sono una decina, ma si suppone che siano intorno ai 200. Questa è la faccia nascosta della medaglia: secondo le statistiche, gran parte delle violenze non vengono denunciate. Nella moderna Germania? Certo: complice il codice legale, infatti l’87% dei processi per stupro si concludono con un’assoluzione. Il motivo risiede nell’articolo 177 del codice penale, secondo cui per pronunciare una condanna bisogna prendere in considerazione anche il comportamento della vittima. Affinché il colpevole sia condannato, la vittima deve provare di aver opposto resistenza. Insomma, siamo alle solite, se non ti fai menare sei consenziente. Sarebbe divertente abbinare questo concetto ad altre situazioni: ti hanno sparato in casa? Affari tuoi, hai lasciato la porta aperta.

E la Destra conservatrice tedesca come risponde alle accuse sui fatti dell’Oktoberfest? Beh, sono uomini un po’ imbranati e incompresi, che tentano goffi approcci, le donne non se la devono prendere, in fondo è una forma di lusinga. E quel genio della socialista Henriette Henkel, sindaco di Colonia, che esorta le donne a stare a un braccio di distanza dagli stranieri? Sì, meglio restare tra le accoglienti robuste e teutoniche braccia dei molestatori nostrani, almeno sai di che morte morire.

Additare lo stupratore nordafricano è facile, nessuno lo difende. L’intelligenza però ci chiederebbe ostinatamente di andare a monte. Chi ha organizzato le presunte aggressioni? Chi ha pilotato i naziskin che hanno devastato Lipsia? Rispondiamo a queste domande, se no sarà come prendersela coi corrieri della droga ignorando l’organizzazione che li usa come valigie viventi imbottite di droga.

Arrestati ed espulsi gli immigrati colpevoli, il problema rimarrà. Fermati 250 naziskin, la devastazione rimarrà lì da vedere. Chi è il vero colpevole, e qual è il suo scopo?

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