Il prezzo c’entra, eccome

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Di

Vendita Cicoriadi Corrado Mordasini

Ci troviamo nostro malgrado a piratare un post della signora Alessandra Noseda (fino a poco fa in quota all’UDC), che non appartiene propriamente alla nostra parrocchia, ma quando qualcosa fa brodo non bisogna essere schizzinosi.

La signora Noseda posta sui social il prezzo del cicorino rosso, o trevigiana. Chi ama questa verdura non può esimersi da immaginarsela in una crema col pecorino o in un risotto con la salsiccia. Fulgore rosso di ortaggio invernale, la cicoria rossa non è proprio sempre a buon mercato.

Prezzi CicoriaLa Noseda si scandalizza giustamente per il prezzo. La differenza, infatti, è rilevante: 4.90 franchi al chilo alla Migros da noi, 99 centesimi di euro al chilo all’Iper di Varese. Uno scandalo. E la Noseda si chiede perché il ticinese dovrebbe fare la spesa da noi. Giusto.

Io invece mi chiedo perché, allora, dobbiamo aprire i negozi mezz’ora in più per aiutare i nostri commerci. Col cavolo (o con la cicoria), fino a che il radicchio rosso costerà quattro volte di meno all’iper di Varese non ci sono mezz’ore che tengano. Allungare gli orari dei negozi è una pura illusione, l’illusione che quei trenta minuti in più porteranno chissà quanti ticinesi a comprare tardivamente pacchetti di chips, fettine di pollo e cicoria di Chioggia.

Quella mezz’ora servirà solo a rendere un po’ più amara, proprio come il cicorino, la vita di persone che già stanno in piedi e percorrono chilometri tra gli scaffali per otto ore al giorno, che hanno orari assurdi, lavorano durante le feste e salutano i figli solo alla sera prima di metterli a dormire. Io ci sto ad aiutare il commercio, ci mancherebbe, ma non sulla pelle di quelli che ci lavorano. La signora Noseda se ne sbatte dei nostri commerci e va a comprare la cicoria a Varese.

Chi può darle torto?

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