Ma fa cito, Giorgio!

Di

Zanini Barzaghidi Corrado Mordasini

Giorgione Giudici il deposto re di Lugano, il satrapo di terra ceresiana si è ritirato dalla politica ma non rinuncia, nel suo berlusconiano delirio di grandezza, a dire la sua sulla SUA città. Secondo Giorgione, Cristina Zanini Barzaghi “merita solo di stare a casa”.

L’ingegnera socialista, avrebbe avuto l’ardire di toccare il sindacato trentennale di Giudici con l’affermazione “in trent’anni l’ex sindaco non ha fatto moltissimo per il territorio e per il verde della città.” Difficile darle torto. Giudici in decenni e decenni ha costruito, scavato, asfaltato, finendo spesso e volentieri in contenziosi sulla dubbia legittimità di certe opere. Ricordiamo solo il faraonico progetto per cementificare Gandria con un complesso che ne avrebbe deturpato il caratteristico e amato profilo. Progetto poi bloccato dai ricorsi.

Ma ricordiamo un po’ cosa la povera Zanini Barzaghi ha fatto da quando dirige il dicastero delle costruzioni e arredi urbani. Di lei si può dire tutto ma non che le manchi l’anima verde:

Da quando Zanini Barzaghi è in Municipio, si è impegnata per aumentare la piantagione di nuovi alberi, nonostante l’abbattimento (doloroso peraltro) di alcune piante malate e pericolanti, con un bilancio positivo di almeno 50 alberi all’anno. Solo nel parco Ciani ne son stati piantati quest’inverno più di 30.

Nela scorsa legislatura (negli ultimi due anni e mezzo dunque) è stato avviato il nuovo catasto degli alberi, è stato avviato l’accompagnamento naturalistico del sentiero di Gandria, è stata attivata la campagna “Lugano al verde” a favore della biodiversità in città. È stata istituita la riserva forestale dei Denti della Vecchia, sono state costruite le strade forestali a Davesco e a Cornaredo, è stato allestito in collaborazione con la scuola di Mezzana un orto cittadino in piazza Manzoni, molto apprezzato dai cittadini e dai turisti. È stato realizzato il parco giochi per tutti di Viganello, una piccola oasi verde in un quartiere popoloso.

Ma soprattutto è stato completato lo splendido progetto di rinaturazione della Foce del Cassarate per cui, oggettivamente, Zanini Barzaghi si era battuta con le unghie e coi denti già prima di essere in Municipio. Oggi è lì da vedere, fugati i timori: i luganesi non possono che apprezzare questo luogo di incontro e di serenità ritrovata per i cittadini. Non più una barriera ma, anzi, un ponte per famiglie, bambini, giovani e anziani che intendono passare qualche ora all’aria aperta o al sole.

Ma non finisce qui: Zanini Barzaghi guarda avanti e quindi, con il sostegno del nuovo Municipio, via allora anche alla progettazione dell’asse verde del Cassarate e a quella del nuovo parco del pratone di Trevano che si realizzerà dopo il riordino stradale di Cornaredo. Insomma, Lugano diventerà sempre più una città un giusto equilibrio fra verde e cemento come avviene nelle città governate da esecutivi rossoverdi sia a sud come Milano sia a nord come Zurigo.

Che Giorgio Giudici se ne faccia una ragione, l’era del cemento e dell’asfalto sono finite.

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