Padrone-cane o padrone del cane? (Seconda parte)

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Di

animalidi Tweety

Leggi prima parte: http://gas.social/2015/12/08/padrone-cane-o-padrone-del-cane-prima-parte/

Nella scorsa puntata abbiamo parlato dei principi teorici dell’educazione. Ora passiamo alla pratica. Per farsi capire dal cane si deve ricorrere al sistema premio-punizione: un boccone buono come premio e un “Nn” secco ad alta voce come punizione, assolutamente niente botte. Il “No” fa ancora più effetto se lo si dice stando in piedi, sovrastandolo, in modo da sembrare il più imponenti e autoritari possibile. Se si è coerenti, costanti, un pochino pazienti e si agisce immediatamente è più che sufficiente.

È molto importante premiarlo o punirlo subito, nel momento in cui se lo merita. È un grosso errore intervenire dopo: lui prenderebbe il premio o la punizione come una conseguenza dell’azione che ha appena compiuto. E questo potrebbe creare qualche casino. Infatti il cane non è in grado di stabilire una connessione di causa-effetto a distanza di tempo, semplicemente non se lo ricorda più e spiegarlo a parole decisamente non è facile…

Quando il cane fa qualcosa che non vorremmo, bisogna anche mostrargli un’alternativa: non può salire sul letto? Bene, gli si dice “No”, gli si mostra la cuccia e lo si premia quando la usa. Un cane maleducato spesso è solo un cane che non ha capito cosa si vuole da lui.

Più o meno lo stesso discorso vale per il gatto, ma con lui si deve sudare un po’ di più, dal momento che è un animale meno gregario e fa più fatica a riconoscere e obbedire a un capo-branco. Ma impara, impara anche lui. Fidatevi.

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