Stiamo ancora troppo bene

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Di

raddoppio gottardodi Bruno Samaden

Il sondaggio reso pubblico ieri da Longchamp lascia pochissime speranze a chi si sta opponendo con tutte le sue forze al raddoppio del Gottardo. Il 64% degli intervistati, percentuale che nella Svizzera italiana aumenta fino a raggiungere il 76%, si dice favorevole al secondo tubo.

Con un mese davanti è ovvio che la battaglia continui, e non è sicuramente un sondaggio a incrinare la fiducia verso i dati statistici e scientifici che disegnano il raddoppio come una sciagura. L’amarezza in bocca la lascia, però. Perché sembra chiaro come quella del raddoppio del Gottardo sia la priorità di una grossa fetta di popolazione che a quanto pare sta ancora troppo bene. Il nostro Cantone ha un mercato del lavoro in condizioni drammatiche, una pressione sui salari senza precedenti, il prezzo delle pigioni sempre più alto e nonostante questo il 76% degli interpellati da Longchamp si dice pronto ad acconsentire a spendere con gioia una paccata di miliardi per un’opera simile.

Un’opera che, se approvata dal popolo e non solo dai sondaggi, manifesterà tutti i suoi effetti negativi quando sarà troppo tardi. Lo farà quando Doris Leuthard sarà solo un ricordo della politica, quando i raddoppisti del nostro Cantone saranno in pensione, quando i figli dopo aver respirato chissà quante schifezze malediranno i loro genitori che hanno votato a favore.

Quando il Ticino sarà talmente pieno di camion da far rabbrividire.

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