Tagliare legna

Pubblicità

Di

di Saverio Lurati

imageUn lavoro affascinante che regolarmente mi consente di rimettermi in forma. E non parlo della forma fisica ma di quella mentale. Un lavoro che mi aiuta a spegnere l’interruttore per ritrovare la pace interiore. Quella pace che ti aiuta anche ad affrontare le avversità quotidiane della vita, che ti sostiene quando sei costretto a leggere certe notizie online (ne leggo sempre meno) e sui giornali, senza farti venire l’ulcera.

Sì, tagliare e spaccare legna ti mette in pace con il resto del mondo. Forse perché lavorando di motosega, accetta, mazza e cunei talvolta hai l’impressione di assestare colpi definitivamente concludenti a chi ti rompe costantemente le palle. Forse perché sai che stai facendo un lavoro utile a 360 gradi (gestione del bosco, uso intelligente di un’energia a chilometro zero, riserva di calore per l’inverno…) Forse perché, con la mente sgombra, riesci a ricostruire anche il tuo percorso di vita con la necessaria serenità.

Eppure, pensandoci bene, tagliare e preparare la legna è una sorta di itinerario che scandisce anche i ritmi del tempo. Mi ricorda le esperienze con mio padre, in un bosco impervio, quando si tagliavano gli alberi ancora con il “troncone” e ogni taglio richiedeva energie incredibili. E non era finita, perché poi bisognava caricarsi i tronchi e i rami, fino all’ultimo fuscello, in spalla e portarli fino alla strada più vicina. Una fatica boia che, al confronto, quelle attuali sembrano facili allenamenti in palestra. E che dire poi del fatto che ancora poco più di cinquant’anni orsono non esistevano quasi i riscaldamenti centrali e nella maggior parte delle vecchie case, per niente isolate, la legna serviva soprattutto per cucinare sui camini. Camini enormi davanti ai quali ci si scaldava, si fa per dire, in due tempi: una volta il lato A, l’altra il lato B. Bei tempi si dirà, ma che freddo!

Poco più di mezzo secolo è passato e quanti cambiamenti, che evoluzione. Ora se non ci sono almeno 22 gradi nell’appartamento le persone si ammalano. Secondo me si ammalano proprio perché è troppo caldo e l’evoluzione tecnica è stata troppo veloce rispetto alle capacità di adattamento del corpo umano. Così com’è stata troppo rapida anche per quella della mente. Condizione che in molti, troppi casi impedisce al cervello di collegarsi in tempo reale con tutti i danni collaterali che conseguono.

Pensiamoci e torniamo a tagliare legna ristabilendo ritmi più consoni all’evoluzione della specie.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!