Twitter si rivoluziona: ce n’era veramente bisogno?

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Di

Twitterdi Jacopo Scarinci

Il bello di Twitter, fondamentalmente, era che con soli 140 caratteri a disposizione non avevi tutta questa gran possibilità di sparare cazzate. O almeno, dovevi impegnarti: la sintesi è un dono, e non appartiene a tutti. Ma perché stiamo parlando al passato? Perché Twitter è pronta a rivoluzionarsi: addio ai 140 caratteri.

Sembra, infatti, che in primavera il “cinguettio” di 140 caratteri rimarrà quello visibile, ma gli si potrà attaccare tutto quel che si vuole fino ad altri 10’000 caratteri. Mica poco. Per imitare Facebook, si dice. Per insistenza degli inserzionisti, più probabile: il vil denaro vince sempre, pure sui marchi di fabbrica.

Mentre Facebook è il regno di chi ha un ego spropositato e sente l’inspiegabile bisogno di informare il mondo intero sulle proprie opinioni riguardo tutto lo scibile umano, Twitter era (è) il paradiso degli stalker. Di chi, sommariamente, il proprio ego lo sfoga infilandosi nelle conversazioni e negli scambi di battute tra vip, giornalisti e chi più ne ha più ne metta, fingendosi loro amiconi di vecchia data, interagendo con loro come fossero gli amici del bar. Finendo puntualmente, e giustamente, insultati o ignorati. Twitter lo si usava (usa) per fare un po’ i guardoni: cosa twitta quel giornalista, cosa scrive quel politico. Non tanto di più. D’ora in avanti, sempre a quanto sembra, pure gente con nomi tipo “Diabolico mascherato”, “Il vendicatore” o idiozie simili potrà imperversare con i propri editoriali, sentendosi figo per qualche istante. Che tristezza.

Era un piccolo rifugio Twitter, con i suoi 140 caratteri e la possibilità di non vedere certi deliri propri di Facebook. Ma in un mondo che va sempre più verso lo sfacelo, se ci pensiamo, è anche giusto che i capofila siano, e sempre di più, i social network.

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