C’era una volta Dio

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Di

Cruz Trumpdi Jacopo Scarinci

In America il sentimento religioso ha sempre tirato eccome, quando si è trattato di raccattare voti. A destra lo cavalcò Reagan e lo fece ancor di più George W. Bush, in campo democratico come non dimenticare il cattolico John Kerry nel 2004. Oggi però, in un Paese in continuo movimento, stiamo assistendo a una campagna elettorale dove, per una volta, la religione c’entra poco e niente. E, sorpresona, soprattutto a destra.

Ted Cruz è pacificamente definibile come un estremista cristiano. Fondamentalista evangelico con tanto di papà pastore che fa campagna per lui, è contrario all’aborto, ai matrimoni gay e ha più volte ribadito che l’unica immigrazione accettabile negli USA è quella cristiana: gli altri, fuori. Il fatto che un figlio di cubani in nome di Dio si scagli contro gli immigrati faccia ridere – ma esempi non molto dissimili ce ne sono anche in Ticino –, spiega, in fondo, come la forza della sua candidatura si sia lentamente sgretolata sotto il peso del suo stesso estremismo. Dopo aver vinto i caucuses dell’Iowa, dove in mezzo a farmer e coltivatori di mais di ultradestra il messaggio evengelico poteva filtrare eccome, è stato preso a sberle da Donald Trump in New Hampshire, South Carolina e Nevada. Stati meno inclini al religioso, certo, ma che in passato illuminarono il cammino di molte star repubblicane. Perché, quindi, oggi, Ted Cruz arranca? Perché la società americana, persino quella più retrograda degli Stati del sud, sta cambiando: della religione, le importa sempre di meno.

Sono in continua crescita le percentuali di favorevoli ai matrimoni gay, come quelle degli atei: un fenomeno che sta colpendo anche la destra americana, e che le sta facendo girare la testa mica poco. Prendiamo il South Carolina, dove i repubblicani hanno tenuto le loro primarie sabato scorso: Donald Trump ha trionfato in uno Stato molto più che conservatore dopo aver definito papa Francesco “spia dei messicani” e un “politicante”, dopo aver detto che i religiosi devono farsi i fatti loro, che a governare ci pensa lui e che può costruire tutti i muri che vuole. Gli evangelici? Gli estremisti cristiani? Spariti, dietro alla disfatta del loro alfiere Cruz.

Donald Trump, da outsider, sta diventando sempre più favorito anche per questo: perché persino in America ci si è rotti di estremisti religiosi che in nome di Dio alzano i muri, vogliono la pena di morte, sono a favore della vendita di armi, bloccherebbero domani l’immigrazione. Tutte cose che afferma anche Trump, certamente. Ma almeno ha la decenza di non farlo in nome di Dio.

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