Cinque chicche da non perdere dal weekend di calcio

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Di

Calciodi Jacopo Scarinci

Il mitico Leicester, squadra entrata d’ufficio nei nostri cuori, è stato scippato all’Emirates Stadium da un Arsenal più che favorito da errori arbitrarli un po’ pacchiani. Al termine di una partita comunque equilibrata, i Gunners hanno conquistato i tre punti grazie al redivivo Danny Welbeck, al gol dopo una vita e un calvario senza fine in infermeria. Anche nella tristezza, troviamo il lato positivo.

Il Liverpool ne ha fatti 6 (s-e-i) in casa dell’Aston Villa, cinque giorni dopo essere stato buttato fuori dalla FA Cup per mano del West Ham, mica il Barcellona. Il Manchester United è stato preso per il culo anche dal Sunderland. Il Chelsea per la prima volta è sembrato una squadra di calcio. Il Tottenham è sempre pari all’odiatissimo Arsenal e nessuno di noi vorrebbe essere lo scrittore Nick Hornby. Sì, quello inglese è proprio il campionato più bello del mondo.

La Juventus questo autunno era tredicesima, sabato battendo e superando il Napoli ha raggiunto la vetta. Per manifesta inferiorità delle concorrenti, dice qualcuno. Per incredibile talento, dice qualcun altro. Tutto giusto. Ma, aggiungo io, perché poche squadre al mondo hanno una mentalità vincente come la Juve. Quando hai la mentalità e la cultura della vittoria, il resto conta il giusto.

Il Bayern Monaco non ha difensori centrali. Tutto vero: Boateng, Javi Martinez e Badstuber sono ai box per infortunio, Benatia è appena tornato ad allenarsi e Tasci, appena preso da quella barzelletta che è il campionato russo, non è la persona migliore cui affidare la difesa in vista degli ottavi di Champions. Proprio contro la Juventus di cui sopra.

Il Real Madrid riesce ad alternare, senza alcuna schizofrenia apparente, partite da schiacciasassi, partite sfangate all’ultimo minuto, e orrori immondi. Eppure, guardando il loro monte ingaggi, dovrebbero guardare il mondo dall’alto facendo ciaociao con la manina. Proprio vero che nel calcio i soldi non sono tutto.

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