Criminali nostrani: prima i nostri!

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Di

carcerazionedi Corrado Mordasini

Mettiamo in chiaro una cosa, come dice l’ex procuratore Balestra: nessuno di noi ama i criminali, ovvio. Siamo di sinistra ma mica scemi. Le nostre reazioni di fronte a un omicidio o a uno stupro sono le stesse (perlomeno, speriamo) di chi promuove l’iniziativa sull’espulsione dei criminali stranieri.

È anche vero che parlare di stranieri è perlomeno discutibile. Uno col permesso B è straniero, bon. Anche uno col permesso C, o un residente. Ma lo è anche uno che è migrato qui 20 anni fa, e lo sono magari anche i figli di quest’ultimo, nati e cresciuti qui, che hanno fatto le scuole qui e che per reati bagatella potrebbero essere espulsi. Gli esempi, molto interessanti, li trovate nell’articolo di Balestra inutile ripetersi.

Schermata 2016-02-12 alle 15.28.19Però, siamo onesti, non sarebbe bello poter espellere anche i criminali nostrani? Mandarli tutti su un’isola così magari si scannano anche tra di loro? Con una graziosa iniziativa, la “Wochenzeitung” è andata a vedere chi sono i politici UDC con delle pendenze legali. Il partito di Blocher, infatti, è in prima linea per accusare criminali, richiedere dure pene e chiedere a gran voce più sicurezza per i cittadini svizzeri. Certo che a vedere l’articolo della WOZ dovremmo forse preoccuparci più dell’UDC stessa che dei criminali stranieri.

Nella lista della WOZ c’è un meraviglioso campionario che va dall’appropriazione indebita alle minacce, passando per il tentato omicidio. Abbiamo così Silvia Bär e Martin Baltisser condannati in primo grado per discriminazione razziale; il nostro caro Roger Etter per appropriazione indebita e tentato omicidio; guida in stato di ebrezza per Erich Hess (ma chi non beve un po’ al volante!);Alois H. per furto; Hans Rudolf K. per tentata estorsione, truffa e frode; Edith K. per frode alle assicurazioni sociali (buuuuh!); Hermann Lei per incitamento alla violazione del segreto bancario; Anian Liebrand per calunnia in primo grado; Oliver Mank per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione; Bruno Zuppiger per appropriazione indebita… insomma, non sono balle, la lista è lunga e non la snoccioliamo tutta, andate sul sito online della “Wochenzeitung”: la storia continua con un rosario di condanne dall’ingiuria, alla tuffa, al bracconaggio. Insomma, un bel quadretto.

Questi ormai ce li dobbiamo tenere, pazienza. Siamo però contenti di mantenere, con le nostre tasse, i criminali svizzeri: prima i nostri!

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