Il silenzio oltre Atticus Finch

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Ciò che ha sempre caratterizzato Harper Lee è stato il fatto di aver pubblicato un vero, unico libro nella sua vita. Il ritrovamento da parte del suo avvocato del manoscritto di “Va’, metti una sentinella”, sequel de “Il buio oltre la siepe”, ha ridestato interesse verso questa scrittrice tirandola fuori dal silenzio nel quale ella stessa si trincerò.

Non l’ho comprato né letto, questo seguito. Non ne sentivo il bisogno, né la curiosità. Poco interessa se Atticus Finch sia diventato un repubblicano del sud che oggi voterebbe Donald Trump o Ted Cruz, altrettanto poco mi hanno interessato le (presunte) vicende legali dietro ai via libera o non via libera dell’autrice anziana e malata alla pubblicazione del manoscritto. Perché Harper Lee, e di questo non finiremo mai di ringraziarla, il suo lavoro letterario l’aveva già portato a termine con “Il buio oltre la siepe”, nel 1960. Quel romanzo, quel terrificante spaccato dell’America che era rappresentava l’interezza di Harper Lee, la sua idea di mondo, di società e di battaglie civili. Oltre questo, per lei, non c’era molto altro da dire. Avrebbe potuto cavalcare l’onda, eccome se avrebbe potuto: avrebbe potuto diventare un’autrice di best seller sociali di quelli che piacciono tanto perché illudono che un altro mondo sia possibile, oppure un’icona, una paladina dei diritti delle minoranze con conferenze, libri, interviste, comparsate. Non ha fatto niente di tutto questo. Accompagnò l’amico di una vita, Truman Capote, nell’inchiesta che portò alla luce il magnifico “A sangue freddo”, poco di più. Le amiche, la privacy a tutti i costi, i decenni che scorrevano con lei sempre più immersa nella sua memoria e nel monumento che è “Il buio oltre la siepe”.

Poche volte nella storia recente della letteratura siamo stati di fronte a un’unione così intellettuale e fisica tra romanzo e autore. Voltata l’ultima pagina de “Il buio oltre la siepe”, abbiamo voltato anche l’ultima pagina di Harper Lee, una persona buona e intelligente, lontana dalle degenerazioni monetizzanti di certi scrittori e fedele alla sua storia. La sua richiesta alla vita è sempre stata la vicenda raccontata nel suo unico libro.

Il resto era superfluo.

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