Il tirannosauro vegetariano. Ah beh…

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Di

T Rex Vegdi Jacopo Scarinci

È quando credi di averle viste tutte che arriva la vita a dirti che, invece, te ne mancano. E parecchie. L’inserto culturale del “Corriere della Sera” di domenica ci regala un’info succulenta: in Inghilterra è stata data alle stampe una storia per bambini con protagonista un tirannosauro vegetariano. Sì, avete capito bene.

“Per insegnare la diversità e i suoi valori ai bambini”, affermano gli psicologi interrogati dall’articolista. Insomma, esistono una scrittrice e un’illustratrice (ma soprattutto un editore) che hanno sentito il bisogno improrogabile di prendere l’animale carnivoro per eccellenza, il T-Rex, e inventarsi una storia dove il protagonista, invece, si chiama T-Veg. Tutto vero. Tutto vero e difficilmente interpretabile come figlio del bisogno di insegnare valori universali come rispetto ed educazione. Quando a pochi anni, e più grandicello con i sequel, mi infatuai di “Jurassic Park” in tutta sincerità non me ne poteva fregare di meno se quei T-Rex azzannavano altri dinosauri al collo. E, con altrettanta sincerità, e senza sopravvalutarmi, se qualcuno mi avesse rappresentato un tirannosauro intento a mangiare carotine e frutta sarei scoppiato a ridere.

Il vegetarianesimo e il veganesimo militante abbiano le proprie idee, la libertà d’opinione è sacra. Ma come è sacra per loro lo è anche per me nel leggere dell’uscita di questo libro per bambini e sospirare chiedendomi dove stiamo finendo. Come scritto qualche tempo fa da questo portale (leggi qui) l’estremismo non porta a niente.

Se si vuole insegnare ai bambini la diversità non c’è bisogno di stravolgere la storia inventandosi cose credibili come Blocher a un raduno di bolscevichi. Anche perché, non per essere puntigliosi, e a proposito di rispetto: al bambino lettore da quale alto piedistallo viene spiegato che il T-Veg è tanto più bravo di quelli che mangiano carne?

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