Il tunnel dei sogni

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Di

gottardo massicciodi Alessandro Schirm

Bruno Giussani non è proprio l’ultimo degli stupidi: direttore di TED, la piattaforma di diffusione di idee, non a caso ha appena ricevuto lo Swiss Award nella sezione economia. Insomma, uno che ci sa fare con le parole e con le idee. Riportiamo parte di un suo contributo su “la Regione” del 9 febbraio in merito al raddoppio del Gottardo.

“…Il progetto vuole raddoppiare il tunnel, per delle ragioni anche piuttosto buone, ma senza raddoppiarne la capacità (‘viaggeremo su una sola corsia in ogni direzione’).

Le obiezioni possibili sono molte. Il fatto che a lungo termine questa promessa della corsia unica non potrà essere mantenuta. Il costo. L’inquinamento e i rischi per la salute. L’anticostituzionalità.

La trasformazione continua del Ticino in un corridoio di transito, in un banale ‘territorio di mezzo’ senza rilevanza tipo Brennero. I soldi sarebbero meglio spesi altrove (per esempio per decongestionare gli agglomerati urbani). I cambiamenti di posizione della consigliera federale Leuthard e dell’Ufficio federale delle strade, peraltro, rivelano perlomeno un’assenza di certezze. Vorrei modestamente aggiungerne un’altra, di obiezione. Il raddoppio del tunnel mi sembra una risposta a una domanda del passato. Come se fossimo prigionieri di una riflessione troncata, guidata non da una visione del domani ma dalla proiezione, raddoppiata, delle esperienze di ieri. Detto altrimenti, è uno di quei casi – e ve ne sono spesso in politica – nei quali bisogna scegliere fra proteggere il passato oppure fare spazio al futuro.”

Giussani coglie al volo una premessa più filosofica che pratica. Un Ticino miope e, per assurdo, chiuso su se stesso, chiede a gran voce un raddoppio per non rimanere “isolato”. Un isolamento che sembra più nella testa di alcuni che reale. La domanda vera è: che Ticino vogliamo domani? Un posto dove fioriscano idee? Dove si viva meglio? Dove ci sia un rinascimento mentale e fisico, un germogliare di sogni, o un mero corridoio pieno di gas che crei quattro opportunità economiche per i soliti noti?

Al ministro Leuthard probabilmente non è che importi molto di quello che succede al Ticino: lei cede alle pressioni delle lobby dell’asfalto, a coloro che guadagneranno miliardi su questo buco nella montagna. Come dice Giussani, bisogna fare spazio al futuro. Ma non dobbiamo farlo ripetendo, come in un anello infinito, gli errori del passato.

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