La balla dello stupro sul treno

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Di

africanojpgdi Bruno Samaden

Stando alla RSI e a tutti i media locali, che hanno ripreso in pompa magna la notizia senza fare un-dico-un accertamento, su un Tilo direzione Lugano, verso Maroggia, una ragazza sarebbe stata vittima di un tentativo di stupro da parte di quattro africani. Una balla. È la stessa Direzione del Ministero Pubblico a dirlo: la notizia “non corrisponde infatti alla realtà dei fatti accertata dagli inquirenti”.

Adesso chi lo dice non tanto a quei burloni del mattinonline che vabeh, ma, ad esempio, alla progressista “laRegione”? L’aver messo ‘stamattina in prima pagina una bufala, fidandosi di un servizio della RSI e senza aspettare lo svolgimento delle indagini, è un pessimo segnale sullo stato dell’informazione nel nostro cantone. Un’informazione che cerca la sensazione, e che non rinuncia – non l’ha fatto proprio nessuno – a rimarcare il fatto che i presunti colpevoli fossero quattro africani. Se fossero stati arianissimi Rezzonico sarebbe cambiato qualcosa? Sempre di stupro – o tentativo di – si sarebbe trattato.

E invece no. Si prendono quattro africani e li si sputtana solo perché neri: sembra questo lo sport del momento. Lo stupro è una delle cose più odiose e schifose che esistano, ma non è molto meno violento accusare un innocente di averlo perpetruato. Non lo è molto meno soprattutto se lo si fa sulla scorta dell’origine, del colore della pelle, del cognome o della religione.

12767698_10208708492860238_813438001_nLa nostra opinione pubblica, sempre attentissima a lanciare accuse che spesso – come in questo caso – si rivelano infondate, inizierà un giorno a prendersela anche con chi le mette in giro? Inizierà a pretendere un’informazione degna e un’umanità che sembrano ormai perse nei meandri della memoria? E, soprattutto, smetterà di votare certi politici sedicenti benpensanti ma che grazie a questo giochino hanno costruito intere carriere?

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