La polizia che ci piace

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Di

Polizia buonadi Corrado Mordasini

Che la sbirraglia sia invisa alla sinistra è, purtroppo, un fatto storico. Secoli di manganellate di gendarmi al soldo della borghesia e della nobiltà hanno lasciato una scia di diffidenza congenita e quasi genetica. Lo scandalo delle schedature di due decenni fa non ha fatto che acuire il senso di soffocamento che il sinistro o la sinistra percepiscono. Si vive un po’ come gazzelle, sempre con la testa sopra le erbe per vedere se arriva il leone. Con le cosce tese pronti a scappare.

Ma oggi veniamo a sapere di un video virale girato da Karim, 27 anni, non uno che la polizia se la porterebbe a cena, ma che pubblica quel video dicendo “rispetto alla polizia”. Perché?

Renens, Losanna, 20 mila abitanti, un municipio per i due terzi rossoverde, molto rosso, perché, su 7 municipali, 4 appartengono alla sinistra. Ognuno ha il governo che si merita e, forse, le influenze rossoverdi hanno permesso alla polizia di Renens di mostrare il suo lato più umano invece dei muscoli. Karim aspettava il treno, magari pensando a un rap che voleva comporre, e vede un uomo seduto su una panchina che trema dal freddo: “I poliziotti hanno scaldato quell’uomo tremante con le loro mani… Lo hanno massaggiato per fargli calore come un loro caro”, ci racconta Karim. Poi lo hanno avvolto in una coperta.

E allora al cattivo Karim, che aveva già avuto in passato gabole con la polizia, si è aperto un mondo. Quel mondo che ti racconta che tolte le uniformi e gli stracci siamo tutti uguali, coi nostri gesti, le nostre angosce e i nostri corpi nudi e fragili. E che anche uno sbirro a volte, può dimenticarsi di fare paura per tendere una mano.

Questa è la polizia che mi piace. Quella che non ha paura, quella che sorride ed è gentile, anche quando ti da la multa. È un lavoraccio lo so, ma lo è anche fare l’infermiere in pediatria, o l’impresario di pompe funebri. Per questo dovete andarne fieri. Non del potere che avete, ma della bontà che, con quel potere, potete dispensare.

Solo un gesto, come probabilmente ce ne sono ogni giorno senza che lo sappiamo. Poi, purtroppo, cozziamo contro i poliziotti filofascisti e quello spiraglio di nuovo si chiude.

Insegniamo la gentilezza ai nostri poliziotti, perché la gentilezza è come la matematica, mica nasci imparato. Insegniamogliela per migliorare loro e per migliorarci noi, per una volta, in un cerchio virtuoso che sia di vantaggio a tutti.

Per far si che a nostra umanità torni a essere nuda.

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