“Non faccio politica ma…”

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Di

svastica pubblicitadi First Levi’s

È un po’ come dire “non sono razzista ma…”. Quel “ma” finale vanifica completamente le prime tre parole, anzi, aggiunge ipocrisia all’affermazione iniziale e macchia tutto quello che verrà detto successivamente.

Ed è la stessa cosa che è successa quando le FFS hanno deciso di invitare gli autori di una pubblicità apparsa nelle stazioni di Zurigo e Ginevra a rimuovere l’immagine incriminata, sostenendo di non voler fare politica (ma…). L’immagine, una croce svizzera trasformata in svastica, fa parte di una campagna contro l’iniziativa UDC e utilizza gli stessi strumenti delle campagne pubblicitarie UDC (quelle sì validissime), lo shock, la paura, l’indignazione.

Una svastica non è mai bella a vedersi nel terzo millennio ma l’indignazione che suscita è relativa al contesto in cui si trova. Se la vediamo in un documentario sulla Seconda guerra mondiale va bene, se la vediamo su un documentario relativo all’impero romano va bene, ma quando è accostata alla bandiera svizzera “offende i sentimenti dei clienti FFS”. Strana scelta di parole… avrei detto la stessa identica cosa dell’iniziativa UDC che vuole paragonare lo straniero che entra in Svizzera col solo intento di portare avanti le sue attività criminali al ragazzino nato in Svizzera da genitori stranieri e senza passaporto rossocrociato che viene beccato con della marijuana in tasca. Diciamo la verità, l’iniziativa UDC fa, scusatemi il gioco di parole, di tutta l’erba un fascio e con questo rifiuto le FFS hanno di fatto messo il piede in politica con la formula del “non vogliamo far politica ma…”, schierandosi de facto con l’UDC.

La svastica è un simbolo forte, che indigna, che fa paura. A me però fa più paura una società che per timore dell’indignazione popolare nasconde sotto il tappeto il razzismo perché reo di urtare la sensibilità dei clienti. Adesso, care FFS, spiegatemi che differenza c’è tra il vostro atteggiamento e quello dei cittadini tedeschi che vivevano tranquilli e sereni quando i loro vicini ebrei venivano deportati nei ghetti polacchi (perché troppo vicini proprio non si poteva, avrebbero offeso i sentimenti della popolazione).

“…se questo è non far politica…”

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