Non fate l’onda

Pubblicità

Di

einsteindi Corrado Mordasini

Ieri ci hanno lasciati lì sulla poltrona con gli occhi strabuzzati, dicendoci che praticamente l’universo è cambiato. Sono state scoperte, anche se previste 100 anni fa da Einstein (vecchio geniaccio), le onde gravitazionali. Come al solito, nonostante i tentativi di spiegare ai comuni mortali, la maggior parte di noi ci ha capito poco. Chiediamo perciò a Marco Cagnotti, divulgatore scientifico (sebbene in disarmo, dice lui) di tentare in quella che a molti è parsa una sfida improba.

Corrado: Marco, le onde gravitazionali cosa dovrebbero essere?

Marco: Increspature dello spaziotempo.

C: Chiaro.

M: Chiaro?

C: No.

M: Ma come non è chiaro? Sono increspature dello spaziotempo! Possibile che non ci arrivi?

C: Ok.

M: Ok stocazzo. C’hai lo sguardo da pesce bollito. Si capisce che non hai capito. Dai, ci riprovo. Mmm… immagina un telo elastico. Hai presente?

C: Ho presente.

M: Ecco, quel telo elastico rappresenta lo spaziotempo. Solo in due dimensioni, è ovvio. Lo spaziotempo reale invece ne ha quattro. Ma fa niente: due bastano, per quel che ci serve. E del resto visualizzare lo spaziotempo quadridimensionale è impossibile: non ci riesco nemmeno io. E ho detto tutto, eh.

C: Modesto.

M: Grazie, lo so. Adesso immagina che su quel telo elastico ci metti una palla da bowling. Che fa?

C: Si incurva.

M: Esatto! Proprio questo dice la relatività di Einstein: le masse incurvano lo spaziotempo. Se adesso fai correre una palla più piccola, per esempio una pallina da tennis, sul telo incurvato, quella segue una traiettoria curva, ruotando attorno alla palla da bowling. Come se fosse attratta, proprio come diceva Newton, quando parlava di forza di attrazione universale. Einstein però dice che non c’è una forza: le masse sembrano attrarsi, ma in realtà si muovono così solo perché lo spaziotempo è incurvato.

C: Fico. E le onde gravitazionali?

M: Le onde gravitazionali sono delle increspature che si propagano come un’onda nell’acqua. Solo che l’acqua è lo spaziotempo.

C: Ma perché le hanno scoperte solo adesso?

M: Perché sono delle onde minuscole e ci vogliono degli strumenti mostruosamente sensibili per rivelarle. Come quelli dell’esperimento LIGO, che la rivelate.

C: Minuscole quanto?

M: Tanto. Per intenderci, un’onda gravitazionale fa variare il diametro del nostro pianeta di 10 miliardesimi di metro.

C: E queste onde gravitazionali come sono state prodotte?

M: Dallo scontro fra due buchi neri avvenuto a 1,3 miliardi di anni-luce da noi, cioè 1,3 miliardi di anni fa. E scusa se è poco. I due buchi neri hanno… anzi avevano un diametro di 150 chilometri e rispettivamente 29 e 36 volte la massa del nostro Sole.

C: Allora i buchi neri esistono!

M: Bravo. Vedo che hai intuito: sì, fra l’altro questa osservazione porta una conferma anche dell’esistenza dei buchi neri, che peraltro nessuno ha mai osservato direttamente. Del resto sono neri, no?

C: E adesso?

M: Adesso i due buchi neri formano un buco nero più grosso di 62 masse solari.

C: Scusa, ma 29 più 36 fa 65, non 62.

M: Ma bravo! Allora dietro lo sguardo da pesce bollito si nasconde una mente attenta e acuta. Hai ragione. Infatti mancano 3 masse solari perché, nell’impatto fra i buchi neri, si sono trasformate in energia.

C: E adesso?

M: Me lo hai già chiesto.

C: No, voglio dire… e adesso che ci facciamo con le onde gravitazionali?

M: Beh, anzitutto le usiamo per osservare l’universo. Finora le informazioni sul cosmo le abbiamo ricevute attraverso le onde elettromagnetiche: luce visibile, infrarossi, radio, ultravioletti, X, gamma… E anche un po’ con i neutrini: quelli che escono dal Sole, per esempio. Ora abbiamo un canale in più: le onde gravitazionali, appunto. Anche se la vedo dura osservare quelle emesse nei fenomeni di bassa energia.

C: E magari finalmente potremo fare i viaggi nel tempo? O non c’entra un piffero?

M: La seconda che hai detto.

C: Cioè?

M: Non c’entra un piffero. Per fare viaggiare nel tempo bisogna sì intervenire curvando lo spaziotempo, ma con un’intensità mostruosamente superiore alla minuscola increspatura di un’onda gravitazionale. E poi magari è impossibile, perché potrebbero crearsi dei paradossi filosofici. Lascia perdere, Corrado: le tue fidanzatine dell’adolescenza sono perdute per sempre.

C: Ma in fondo, quello che si domandano in tanti, è: in soldoni, le onde gravitazionali come ci cambiano la vita?

M: Ah, in quel senso lì? Di sicuro adesso non ci cambiano nulla. Figurati. Ma per il futuro più remoto… boh. Va’ a sapere. Nell’Ottocento le ricerche sull’elettricità e il magnetismo non servivano a niente. Erano un po’ le onde gravitazionali di quell’epoca. Applicazioni pratiche, zero. Infatti secondo un aneddoto il primo ministro inglese, quando visito il laboratorio di Michael Faraday, che all’epoca era un luminare sull’elettromagnetismo, gli chiese: “ma, professore, a che cosa servono le sue ricerche?”.

C: E lui che cosa rispose?

M: “Non lo so, sir. Però sono sicuro che un giorno troverete un sistema per metterci sopra una tassa”. Difatti oggi non possiamo nemmeno concepire la nostra civiltà senza lo sfruttamento delle conoscenze e delle applicazioni dell’elettromagnetismo. Sicché hai visto mai? Magari fra 150 anni i nostri pronipoti sfrutteranno pure le onde gravitazionali. Ma un fatto è certo.

C: Quale?

M: Se adesso rinunciamo a qualche ricerca scientifica solo perché sembra priva di applicazioni, non solo non scopriamo un casino di cose interessanti sull’universo, ma soprattutto rinunciamo a tutte le applicazioni possibili che ora non possiamo neppure immaginare.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!