Piccoli trucchi, bugiole

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Zanolari Bicidi Libano Zanolari

Portieri che lasciano passare il pallone fra le gambe o che atterrano l’avversario facendosi espellere per far perdere (per scommessa) la propria squadra? Quisquilie. Borriello in odore di cortisone? “Ho avuto un rapporto non protetto con la mia fidanzata Belen”. E allora? “L’ho contagiato io” dice Belen: avevo usato una pomata antimicosi contenente una forte dose di cortisone”. Più chiaro di così… Centravanti assolto. Il portiere Rojas che per far vincere a tavolino il Cile (sta perdendo con il Brasile e non va ai Mondiali del 1990) si taglia l’arcata sopraccigliare con una lametta fingendo di essere stato colpito da un petardo? Casereccio. Tradito dalle troppe telecamere. Fermiamoci qui.

Perché nella lunga lista delle frodi l’ultima rischia di insidiare il primo posto del sovietico Onishenko che nel 1976, a Montreal, con la sua spada magica toccava l’avversario anche a venti centimetri di distanza. Come? Con un semplice pulsante elettrico che segnalava a suo piacere un “touché!” Elementare. Boris fu convocato da Breshnev, espulso dall’Armata Rossa e multato di 5’000 rubli. Si riciclò come taxista a Kiev. Ma ora il suo trono è insidato da una pulzella belga, l’ineffabile Femke van den Driessche, sorella di Niels, attualmente squalificato per uso di EPO.

La 19enne fiamminga il 30 gennaio 2016 aveva vinto gli Europei under 23 di ciclocross con una bici a motore. (“Non è mia, l’ho avuta da un amico!) Una barzelletta? Por el nada de nada: anzi il motorino elettrico è superato, banale. Ora, per la modica cifra di 200’000 franchi (a ruota!) a quanto ci dice Guillaume Prébois (Cfr. “laRegione” del 2 febbraio) si può avere una bici di generazione più recente a circuito magnetico che si attiva con un telecomando a distanza o automaticamente con il cardiofrequenzimetro. Geniale: quando i battiti cardiaci aumentano entra in funzione l’aiutino che un “tecnico” può azionare magari anche stando a casa! Ah i bei tempi, risalenti peraltro a pochi anni fa, quando nacquero i primi sospetti per certi repentini cambi di biciletta e certi misteriosi pulsanti schiacciati. (Sì, anche da Cancellara…)

Solo sospetti, intendiamoci. Sollevati pure dalle ruote del canadese Hesjedal che continuavano a girare impazzite anche dopo una rovinosa caduta. Scusate: ma a questo punto, un congegno per dare un aiutino a un discobolo? Non ci ha pensato nessuno? Un disco che a metà traiettoria fa partire un motorino interno che ti da una parabola di 10 metri più lunga? Praticamente un disco volante. UFO a casa!

Quanto ci manchi Fazekas! “Vous savez, je suis timide, j’ai eu une éducation catholique!”. Così si era giustificato l’ungherese di fronte a un ufficiale medico che gli chiedeva come mai dopo quasi due ore non fosse riuscito a produrre che poche gocce d’urina. In realtà Robert (che perse il titolo olimpico) nel 2004 ad Atene, nella patria di Mirone, si era affidato al solito trucco da quattro soldi: aveva inserito nel retto una piccola vescica contenente urina “pulita” che, però, in seguito al malfunzionamento di una valvola, malgrado i movimenti convulsi, non riusciva a far scorrere lungo una cannuccia che conduceva in slalom parallelo al pene.

Ay que pena, que dolor!

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