Working class hero(es)

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Di

vardydi Jacopo Scarinci

Si è scritto tanto, e ancor più si scriverà, su quello che sta succedendo a Leicester, città di neanche 300 mila abitanti nel centro dell’Inghilterra. “Miracolo”, “favola” il campionato disputato dalle Foxes è stato declinato, anche su questo portale, come se fosse uscito dall’inventiva di Walt Disney.

“La classe operaia va in paradiso”, sta scrivendo chiunque. Perché questo è un Leicester operaio a dir poco, che si chiude in difesa e colpisce in contropiede. Sono ragazzi che fino all’altroieri valevano sì e no un panino al salame e che oggi sono in testa al campionato più ricco del mondo. Sabato a Manchester, sponda City, è andato in scena l’ultimo capolavoro, in ordine di tempo, della banda allenata da Claudio Ranieri. Ex operai, mestieranti del pallone, giovanotti in rampa di lancio e grandi vecchi con esperienza e motivazioni hanno annichilito il City degli sceicchi e delle spese folli: 1-3 in casa loro, dominio assoluto del match, sicurezza e fierezza da navigatori di mille mari.

Grazie alla Bibbia calcistica Transfermarkt vediamo come il valore di mercato dell’intera rosa del Leicester sia di 95 milioni e mezzo di euro. Questa estate, il Manchester City umiliato in casa da Vardy e compagnia solo per Otamendi, De Bruyne e Sterling ha speso più di 180 milioni: per tre giocatori, ha speso molto, ma molto più di quanto il Leicester primo in classifica spende per tutta la baracca, magazzinieri e portaborracce compresi.

Mentre il calcio è sempre più un linguaggio universale e, come detto dal maestro Federico Buffa, “se vai in Armenia e senza sapere una parola di armeno nomini Cristiano Ronaldo o Messi un contatto lo stabilisci”, il Leicester ci insegna che anche un Wes Morgan, più armadio a due ante che difensore, può spiegare calcio. Non è più un miracolo il Leicester: è concretezza, realtà, divertimento, poca tattica e fiato a non finire, piedi quadrati ma voglia comunque di buttarla dentro per poi chiuderti dietro perché se la vita (e il calcio) insegnano una cosa è che l’uovo oggi va bene, ma la gallina domani vuoi mettere…

“Proviamoci”, ha detto Claudio Ranieri, allenatore dato per finito da chiunque, me compreso, e che dai bookmakers inglesi, ad agosto, era considerato il primo tecnico a venire licenziato. Provateci ragazzi, sì. Anche per noi che nonostante Blatter, i capelli di Pogba, l’aereo privato di Cristiano Ronaldo e il tikitaka di Guardiola questo sport lo amiamo visceralmente.

Grazie anche a voi, Foxes.

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