Allenarsi al dolore

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Di

Morte Doloredi Marco Narzisi

Il dolore arriva, prima o poi.

Non è qualcosa da cui puoi vaccinarti, e fondamentalmente, per quanto tu possa applicarti, non puoi nemmeno prevenirlo; perché poi è subdolo, il bastardo, ti fa pensare che in fondo per questa volta, questa vita, ti risparmierà, passerà oltre, magari ti fa pure il favore e va a punzecchiare qualcuno che sinceramente ti sta sulle balle, ti fa abbassare la guardia. Poi, quando meno te l’aspetti, quando pensi che l’hai scampata, ti arriva una sberla che ti riporta alla realtà, perché tu, caro amico, non sei proprio nessuno per dirgli dove andare e cosa fare.

E allora?

E allora dato che sai che presto o tardi arriverà, ti prepari, ti alleni per quando giungerà il momento, ti predisponi già mentalmente, passi ore a pensare a come sarà, a cosa proverai, a cosa dirai allora; è come quando da ragazzino ti aspetti lo scappellotto di papà, e allora alzi le braccia, almeno il rossore ti resterà sul braccio, sotto la manica, non in faccia; come quando ti chini sul sedile aspettando l’impatto dell’aereo col suolo all’atterraggio; come quando prima dei fuochi d’artificio ti stringi nelle spalle tenendoti le orecchie: non fa meno male, obiettivamente, ma forse lo senti meno, se sei preparato.

Ci si allena al dolore: ci si convive, soprattutto quando hai la certezza che arriverà, diventa parte di te, lo assorbi, lo elabori; e allora quella chiamata in arrivo ti fa tremare un po’ meno: tiri un respiro profondo, chiudi gli occhi, ti accucci: ti prepari all’impatto. E poi, magari, tutto questo non ti serve a niente, ma almeno ci hai provato.

“È un’arte convivere col dolore, mischiare la luce col grigio”

                                                                                                         (Pearl Jam, Love Boat Captain)

https://www.youtube.com/watch?v=6XWqLJQ_7_k

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