Attenzione ai pericolosissimi attentati dei mendicanti!

Di

Bertinidi Bruno Samaden

La settimana scorsa salendo sul rullo che porta dal parcheggio all’Ikea di Grancia mi si è accostata una signora, di una certa età, che guardando con schifo verso il basso e indicando un uomo avvolto in una coperta seduto a chiedere qualche moneta mi ha esclamato “Ma siamo in Svizzera qui, mica in Italia!” Non avendo tempo né voglia di interagire con dei sottosviluppati ho lasciato perdere facendo finta di non aver sentito.

Mi ero quasi dimenticato dell’episodio, fino a quando questa mattina leggendo l’intervista concessa dallo sceriffo Bertini a “laRegione” ho scoperto che secondo il municipale della mia città “l’accattonaggio, seppur inserito nella nuova legge sull’ordine pubblico, non è un reato ‘prioritario’. Ma, come istituzioni, non possiamo lasciare terreno fertile a questi fenomeni facendo finta di non vederli perché, alla lunga, genereranno sempre situazioni peggiori”. Ho ripensato a quello sventurato signore che, senza disturbare nessuno, stava chiedendo qualche moneta per comprarsi un pezzo di pane e me lo sono immaginato generare “una situazione peggiore”. Che avrebbe potuto fare, organizzare attentati?

Anche se non importa affatto, magari quel signore era svizzero, magari ha collezionato una serie infinita di sfighe, magari è stato licenziato senza motivo. Che ne sa Bertini, di cosa voglia dire non mettere insieme un pasto? Che ne sanno Bertini e il PLR di cosa voglia dire non essere ricchi, di essere costretti a umiliarsi sperando che qualche passante magnanimo ti allunghi un franco?

Assieme alle rivoluzionarie dichiarazioni che se passi in un tunnel sporco ti senti insicuro e che Lugano diventerà più controllata della Federal Reserve abbiamo imparato questo da Bertini: un mendicante può diventare pericoloso.

Complimenti, ammesso che ci senta lassù dal suo trespolo.

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