Caso Sharapova: non è lotta al doping, ma caccia alle streghe

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Di

Tennis Williams Sharapovadi Jacopo Scarinci

Che schifo l’asettica retorica perbenista che parte, maliziosa e roboante, ogni volta che esplode un caso come quello che, da ieri sera, vede protagonista Maria Sharapova. La caccia alle streghe è quanto di più odioso possa esistere, politicamente e socialmente. Si sfoga il bisogno di avere un nemico, di gridare alla giustizia quando magari non si pagano le tasse, ai valori quando si è dei cafoni fatti e finiti. “L’umanità” si dirà. Vero.

Non me ne può fregare di meno se Maria Sharapova abbia usato questo fantomatico “Meldonium”, farmaco contro ischemia e diabete sconosciuto al mondo intero che oggi giudica, perché ne avesse bisogno o, come dicono tutti i medici della domenica sui social network, per coprire “chissà cosa”. So solo che se una persona prende un farmaco legale per dieci anni non può finire nella merda se lo prende altri dieci giorni dopo il 1 gennaio 2016, giorno in cui, improvvisamente, quello stesso farmaco diventa illegale. E non mi interessa minimamente neppure se abbia voluto doparsi volontariamente o sia finita di mezzo pure lei in quel casino che è il settore sportivo russo. Il fatto è che Sharapova, intesa come personaggio, eh beh, è un personaggio scomodo. E un facile bersaglio.

Bizzosa, capricciosa, arrogante come poche eppure portatrice sana di un incredibile e cristallino talento per il tennis. Cinque tornei del Grande Slam portati a casa nonostante passi il suo tempo sulle passerelle e a fare servizi fotografici per tutte le marche del mondo non sono poca cosa. Lo snobismo incredibile verso i tornei “minori” che improvvisamente sparisce quando si presenta al torneo di Stoccarda e lo vince tre volte in fila perché in premio c’è una Porsche sicuramente non contribuisce a renderla meno antipatica. C’è tanto di personale nelle accuse che le vengono rivolte, c’è tanto di inseguimento col forcone per un farmaco assunto quando vietato da dieci giorni, c’è tanto di vile e machista in molti, troppi commenti. C’è la volontà di trovare il nemico, di costruirlo per sentirsi più fighi, di bombardare quella biondina ricca e arrogante perché ci si sente superiori moralmente a una che ha fatto i soldi – tanti – col tennis e gli sponsor.

E comunque, non per dire, ma vi sembra davvero così immacolata e pulita quell’ammasso di muscoli e chissà cos’altro di Serena Williams?

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